MILANO - Quando Barack Obama è sceso in campo per il secondo mandato, ha inaugurato la sua campagna elettorale con una forte impronta di sostegno all'energia pulita. Fin dall'inizio della sua corsa alla Casa Bianca, a dire il vero, ha fatto della rivoluzione energetica una bandiera, che ha voluto tradurre in un supporto alle rinnovabili da affiancare al discutibile boom dello shale gas.
Anche nel mettere l'agonizzante Chrysler in mano a Sergio Marchionne, per il rilancio della casa di Auburn Hills, Washington ha voluto inserire una clausola "green". Una delle tanti "salite" graduali nel capitale di Detroit da parte del Lingotto era legata all'omologazione di un motore Fire e di una vettura Chrysler - su piattaforma Fiat - in grado di percorrere 40 miglia con un gallone di benzina. Un gioco da ragazzi per chi viene dalla concezione dell'auto europea, ma un segnale per i consumatori americani.
A qualche anno di distanza, incassata in anticipo la restituzione del prestito miliardario da parte di Fca, Washington assiste però all'avanzata di stili di consumo a quattro ruote ben diversi dalle aspettative. Nei giorni delle elezioni di midterm, gli ultimi risultati di vendite pubblicati hanno visto Chrysler e Ford, insieme a Nissan, battere le aspettative grazie al boom della richiesta di Suv. La Jeep, per esempio, ha registrato a ottobre un balzo del 52%. Una domanda, ricordano gli analisti di Bloomberg, giustificata dal calo del prezzo del carburante: per un gallone la media dei prezzi è scesa sotto i 3 dollari. Chissà se Obama - al netto di eccezioni quali le auto elettriche di Tesla - immaginava che a trainare la ripresa del comparto auto fossero i mega-motori degli Sport-utiliy vehicles.
Anche nel mettere l'agonizzante Chrysler in mano a Sergio Marchionne, per il rilancio della casa di Auburn Hills, Washington ha voluto inserire una clausola "green". Una delle tanti "salite" graduali nel capitale di Detroit da parte del Lingotto era legata all'omologazione di un motore Fire e di una vettura Chrysler - su piattaforma Fiat - in grado di percorrere 40 miglia con un gallone di benzina. Un gioco da ragazzi per chi viene dalla concezione dell'auto europea, ma un segnale per i consumatori americani.
A qualche anno di distanza, incassata in anticipo la restituzione del prestito miliardario da parte di Fca, Washington assiste però all'avanzata di stili di consumo a quattro ruote ben diversi dalle aspettative. Nei giorni delle elezioni di midterm, gli ultimi risultati di vendite pubblicati hanno visto Chrysler e Ford, insieme a Nissan, battere le aspettative grazie al boom della richiesta di Suv. La Jeep, per esempio, ha registrato a ottobre un balzo del 52%. Una domanda, ricordano gli analisti di Bloomberg, giustificata dal calo del prezzo del carburante: per un gallone la media dei prezzi è scesa sotto i 3 dollari. Chissà se Obama - al netto di eccezioni quali le auto elettriche di Tesla - immaginava che a trainare la ripresa del comparto auto fossero i mega-motori degli Sport-utiliy vehicles.