Economia

Authority in pressing su Cattolica Assicurazioni

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Il momento non è certo dei più semplici per Cattolica Assicurazioni: nonostante gli utili dei primi nove mesi del 2014 siano migliori rispetto a un anno fa, prosegue il forte calo dei titoli in Borsa. Una china che ha avuto inizio con l'annuncio del prezzo dell'aumento di capitale da 500 milioni attualmente in corso, pari a 4,25 euro per azione e con uno sconto sul valore senza diritto di opzione abbastanza marcato e pari al 37 per cento.

Proprio il prospetto relativo all'operazione, alza il velo sui controlli incrociati delle authority su Cattolica. A cominciare dalla Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione presieduta da Rino Tarelli, che il 7 luglio scorso ha notificato alla società l’avvio di una verifica ispettiva, alla data di redazione del documento sull'aumento ancora in corso, riguardante in particolare la fase di liquidazione delle prestazioni previdenziali di alcuni prodotti assicurativi. A quanto risulta, la Covip starebbe definendo il rapporto ispettivo in questi giorni.

E poi c'è l'Ivass (ex Isvap), che nel 2011 aveva cominciato un'ispezione in Cattolica che è terminata nel giugno del 2012, con la contestazione, nell'ottobre di due anni fa, di "talune carenze per asserite violazioni di carattere amministrativo relative al sistema di governance, al sistema dei controlli interni nonché ai metodi e alle procedure di riservazione". In relazione a queste mancanze, al termine dell’iter amministrativo previsto per l’irrogazione di sanzioni, l’Ivass, con ordinanza del 6 agosto 2014, ha sanzionato Cattolica per 90mila euro. Forse non proprio una sanzione esemplare.