Economia

Chi lascia e chi raddoppia su Saipem

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Su Saipem, c'è chi lascia - meglio lascerà - e chi raddoppia. La società di costruzioni petrolifere dell'Eni, benché il processo sia congelato per sopraggiunto crollo delle quotazioni, resta in vetrina. Il messaggio è stato ribadito dall'ad della controllante Claudio Descalzi, che si trova nella triplice veste di primo socio, creditore unico (per 4,5 miliardi) e cliente di Saipem, e a tendere si accontenterebbe dell'ultimo ruolo citato. Prima di vendere, comprensibilmente, Eni cercherà di ravvivare il grafico di Saipem, sceso due anni e mezzo da 40 euro agli 8,7 euro attuali. Eni è venditrice insomma. E la logica finanziaria farebbe supporre che si muoverà nei prossimi mesi, magari per gradi, con uno schema di ricapitalizzazione nella controllata in cui San Donato si diluisce e lascia spazio a nuovi soci, del mercato o industriali. Chi non ha atteso gli sviluppi è il fondo statunitense Dodge & Cox, che già svettava come secondo azionista di Saipem con il 5,044%, ma che ha più che raddoppiato la quota, passando al 10,423%. La comunicazione è stata fatta alla Consob il 10 marzo. "Quota detenuta in gestione discrezionale del risparmio", ha spiegato il fondo Usa. Un grande gestore che sa benissimo quel che ha davanti Saipem, e con ogni probabilità ha deciso di giocare la partita.