Il voto multiplo in Generali? No grazie, per il terzo azionista della compagnia triestina (nell'elenco soci dell'ultima assemblea ha il 2,61%). In realtà Blackrock, il gigante del risparmio gestito mondiale, attraverso il suo country head italiano Andrea Viganò, rispondendo ad una domanda sul Leone Alato ha ribadito la sua posizione di principio, che riguarda tutte le società quotate: "Non facciamo commenti particolari per nessun emittente, ma se devo dire una cosa generica ricordo che abbiamo detto in modo esplicito che il voto plurimo per noi rappresenta una problematica, anche di tipo amministrativo". Una complicazione, per un gestore che ha quote in 13 mila aziende in tutto il mondo, eccessiva da gestire.
Un punto di vista particolarmente importante, quello degli investitori istituzionali esteri, che all'ultima assemblea di Generali erano presenti con il 21% del capitale. E non a caso il principale socio della compagnia triestina, Mediobanca, aveva detto esplicitamente che prima di prendere una decisione bisognava sondare il parere dei grandi fondi. Il voto multiplo "è un argomento interessante e delicato" aveva spiegato il numero uno del gruppo, Alberto Nagel, ma "va condiviso con i principali investitori istituzionali per capire se c'è un allineamento da parte di tutti". Oggi è arrivata la risposta di uno di loro (peraltro particolarmente attivo nel nostro paese). Che non chiude il dibattito - nelle settimane passate si sono espressi a favore del voto multiplo, o comunque da valutare, altri soci di peso di Generali, da Lorenzo Pellicioli, a Francesco Gaetano Caltagirone, a Gilberto Benetton - ma sottolinea ancora una volta la contrarietà dei grandi fondi a derogare al principio "un'azione, un voto".
Un punto di vista particolarmente importante, quello degli investitori istituzionali esteri, che all'ultima assemblea di Generali erano presenti con il 21% del capitale. E non a caso il principale socio della compagnia triestina, Mediobanca, aveva detto esplicitamente che prima di prendere una decisione bisognava sondare il parere dei grandi fondi. Il voto multiplo "è un argomento interessante e delicato" aveva spiegato il numero uno del gruppo, Alberto Nagel, ma "va condiviso con i principali investitori istituzionali per capire se c'è un allineamento da parte di tutti". Oggi è arrivata la risposta di uno di loro (peraltro particolarmente attivo nel nostro paese). Che non chiude il dibattito - nelle settimane passate si sono espressi a favore del voto multiplo, o comunque da valutare, altri soci di peso di Generali, da Lorenzo Pellicioli, a Francesco Gaetano Caltagirone, a Gilberto Benetton - ma sottolinea ancora una volta la contrarietà dei grandi fondi a derogare al principio "un'azione, un voto".