Massimo Caputi non è di quegli imprenditori che resta a servizio in casa d’altri, né Marco Tronchetti Provera permetterebbe che qualcuno, che non è un suo uomo, gestisca un’attività che per quanto non strategica, è comunque tornata a essere un feudo della sua Pirelli. Pare però che Tronchetti e Caputi si siano salutati senza rancore, anzi l’imprenditore romano, che fino a luglio era il primo socio di Prelios, avrebbe anche selezionato una rosa di possibili candidati disposti a investire nel gruppo immobiliare. E così dopo aver venduto le sue quote nell’ex Pirelli Re lo scorso luglio incassando una significativa plusvalenza, Caputi che ha contribuito a risanare il gruppo fa un passo indietro anche dalla gestione, lasciando libera la carica di vice presidente esecutivo senza chiedere la buonuscita. Diverso è il caso di Sergio Iasi, che se anche fu indicato da Caputi per il ruolo di amministratore delegato, dovrebbe rimanere al timone almeno per firmare il bilancio Prelios e procedere allo scorporo delle quote di minoranza dei fondi (la bad company), dalla società di servizi che resterà quotata e che si doterà di un nuovo management nonché delle risorse per rilanciare la sua attività con un aumento di capitale.