Mediobanca ha rivisto la luce sulla "sua" Generali lo scorso 30 giugno. Ai corsi di Borsa di metà anno quel pacchetto del 13,24%, uno dei più cospicui e rilevanti per il capitalismo domestico, valeva 3.330,5 milioni, 19 milioni sopra il valore di libro della banca d'affari. La lunga rincorsa, iniziata con l'insediamento di Mario Greco che dall'estate 2012 ha raddoppiato la quotazione del Leone triestino, si era già completata due anni fa; ma tra i saliscendi azionari la quota è tornata sopra il valore storico tre mesi fa. Proprio l'incremento di valore di Generali conferisce un aspetto eccentrico al bilancio Mediobanca, quanto al valore delle partecipazioni: che nel 2015-2016 è aumentato a 3.411,4 milioni, dai 2.871,4 milioni dell'anno prima.
Un dato che non fa il paio con le tante dichiarazioni - seguite dai fatti, per il vero - sulla progressiva dismissione del portafoglio partecipazioni per cui l'istituto è stato famoso in passato. Ma è un effetto "ottico", perché sul solo pacchetto Generali l'aumento di valore è stato da 2.767,4 a 3.311,7 milioni, comprendendo "utili di periodo per 224 milioni e variazioni positive di riserve di valutazione per 444 milioni a fronte di dividendi incassati per 123,7 milioni". Il recupero dell'assicuratore (che comunque da gennaio è in lieve perdita) sarà anche un viatico per il previsto alleggerimento di quota in Piazzetta Cuccia: nel bilancio si legge che "il risultato dell'esercizio 2015-2016 terrà conto della programmata cessione del 3% di Assicurazioni Generali". L'impatto a questi prezzi sarebbe neutro. Mediobanca prevede nell'esercizio in corso "la crescita del margine di interesse sostenuto dal retail" e un "buon contributo commissionale con riduzione del costo del rischio".
Un dato che non fa il paio con le tante dichiarazioni - seguite dai fatti, per il vero - sulla progressiva dismissione del portafoglio partecipazioni per cui l'istituto è stato famoso in passato. Ma è un effetto "ottico", perché sul solo pacchetto Generali l'aumento di valore è stato da 2.767,4 a 3.311,7 milioni, comprendendo "utili di periodo per 224 milioni e variazioni positive di riserve di valutazione per 444 milioni a fronte di dividendi incassati per 123,7 milioni". Il recupero dell'assicuratore (che comunque da gennaio è in lieve perdita) sarà anche un viatico per il previsto alleggerimento di quota in Piazzetta Cuccia: nel bilancio si legge che "il risultato dell'esercizio 2015-2016 terrà conto della programmata cessione del 3% di Assicurazioni Generali". L'impatto a questi prezzi sarebbe neutro. Mediobanca prevede nell'esercizio in corso "la crescita del margine di interesse sostenuto dal retail" e un "buon contributo commissionale con riduzione del costo del rischio".