Economia

Champions League e i conti pay tv spingono per la fusione Sky-Premium

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Mediaset cresce, ma non sfonda. Sky arretra, ma non cede posizioni. In qualunque modo la si veda, sono i numeri della pay tv a spingere per un'aggregazione tra i due player italiani, d'altra parte il mercato è saturo e neppure un asset pregiato come la Champions League serve a spostare l'ago della bilancia. Nel trimestre luglio-settembre gli abbonati di Premium sono cresciuti di 112mila unità, quelli di Sky sono calati di 37mila (-16mila rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma la disdette sono quelle ricevute fino al 31 agosto): il saldo netto è fermo a 75mila abbonati in più in un paese di 60 milioni di abitanti dove gli utenti pay - locali pubblici compresi - sono poco meno di 6,5 milioni (1,81 milioni a Mediaset, 4,68 per Sky). Insomma il mercato è fermo e complice la crisi ha smesso di crescere da tempo.

Peggio, per mantenere stabile la quota abbonati bisogna aumentare gli investimenti riducendo il prezzo degli abbonamenti, comprimendo i margini di profitto. Mediaset ha speso oltre 700 milioni di euro per la Champions League e Sky Italia ha pubblicato conti trimestrali in calo, seppure migliori delle attese: i ricavi sono diminuiti del 4% e l'utile operativo è sceso del 24%. D'altra parte la pay tv satellitare ha dovuto difendersi dall'attacco di Mediaset con più investimenti sullo sport (a cominciare dai canali Fox) e sulle proprie produzioni in attesa di tempi migliori, magari già nel trimestre che termina al 31 dicembre.

Quel resta è la fotografia di un mercato come quello italiano che guarda da lontanto gli utili che continuano a gonfiare le casse delle pay tv inglesi: Sky Europa, infatti, registra un aumento dei ricavi del 6% a 2,8 miliardi di sterline con utili operativi in salita del 10% a 375 milioni. Un'eventuale aggregazione solleverebbe più di un problema sotto il profilo dell'Antitrust - con il rischio di creare un cartello - e l'alternativa, quella di spendere meno per i diritti tv, metterebbe in crisi l'intero mondo del pallone che si regge proprio sulle televisioni.