Il lock up scade nella prima decade di dicembre: da quel momento in poi sarà possibile per il fondo di private equity Cvc vendere un’altra quota del Cerved. Non è detto che succeda subito, per carità, ma la strada sembra segnata, dopo che nel settembre scorso aveva ceduto il 15% della società e altrettanto (il 16,4%) aveva fatto in maggio. A questo punto molti si aspettano che continui (ora ha il 24,4%), del resto in linea con la logica di un fondo di private equity, dopo aver accompagnato la società in Borsa poco più di un anno fa. E a Cerved si stanno attrezzando, per modificare il governo societario di conseguenza. “Stiamo ragionando su un cambio di governance”, ammette Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato del gruppo; per adeguarsi ad un profilo da public company, dove non c’è un azionista di riferimento. Ragionevolmente, si tratterà dei sistemi di nomina del consiglio, piuttosto che della gestione dell’assemblea; insomma, di tutti gli aspetti della vita di una società ad azionariato diffuso. Se le riflessioni andranno in porto, per Cerved si prospetta un’assemblea straordinaria per approvare un nuovo Statuto; l’anno prossimo, ma forse prima di aprile.