Solo munizioni a salve per la difesa del made in Italy
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERI
Sessanta milioni di euro per difendere il made in Italy nel settore alimentare. Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo economico, promette di proteggere così i prodotti Doc della Penisola: dal Parmigiano Reggiano al pesto, dal Chianti alla pasta. Una promessa che nessuno degli ultimi governi è riuscito a mantenere: "In passato non abbiamo investito abbastanza" dice Calenda spiegando di puntare soprattutto "su Stati Uniti e Canada". Il problema è che l'inerzia ha portato l'italian sounding - l'insieme dei prodotti dal nome evocativo del made in Italy come il formaggio 'Parmesan' - a fatturare 60 miliardi di euro l'anno. Peggio: è in costante crescita. E, come se non bastasse, Stati Uniti e Canada sono tra i Paesi meno sensibili alle falsificazioni alimentari, ma sono gli stessi con cui l'Unione europea ha stretto o sta stringendo i più importanti accordi di libero scambio: il Ttip con gli Usa, il Cet…
Sessanta milioni di euro per difendere il made in Italy nel settore alimentare. Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo economico, promette di proteggere così i prodotti Doc della Penisola: dal Parmigiano Reggiano al pesto, dal Chianti alla pasta. Una promessa che nessuno degli ultimi governi è riuscito a mantenere: "In passato non abbiamo investito abbastanza" dice Calenda spiegando di puntare soprattutto "su Stati Uniti e Canada". Il problema è che l'inerzia ha portato l'italian sounding - l'insieme dei prodotti dal nome evocativo del made in Italy come il formaggio 'Parmesan' - a fatturare 60 miliardi di euro l'anno. Peggio: è in costante crescita. E, come se non bastasse, Stati Uniti e Canada sono tra i Paesi meno sensibili alle falsificazioni alimentari, ma sono gli stessi con cui l'Unione europea ha stretto o sta stringendo i più importanti accordi di libero scambio: il Ttip con gli Usa, il Ceta con il Canada. Nessuno dei due Paesi, però, è pronto a prendere impegni formali che vadano oltre la buona intenzione di tutelare i prodotti Doc e Igp. D'altra parte gli americani non valorizzano il fattore provenienza geografica bensì l'effetto-marca, proprio il contrario di quanto è negli interessi italiani. E così i 60 milioni del governo rischiano di diluirsi nel nulla, più rapidamente di una goccia nel mare.