Quattrocentosettanta esuberi. Che usciranno con meccanismi volontari e incentivati. Non una grande notizia, in assoluto, visti i massicci piani di riduzione dell'organico che vengono portati avanti da tempo dalle aziende di tutti i settori. La cosa nuova è che l'accordo riguarda i dirigenti bancari di Unicredit. E che l'intesa è stata raggiunta, e firmata, dai sindacati di categoria. In entrambi i casi, si tratta della prima volta.
Bancari di lusso, anche i manager si scoprono così un po' più lavoratori dipendenti e in questo caso specifico attingono ai meccanismi di solidarietà dell'intera categoria dirigenziale di Unicredit (che finanziano parzialmente l'intesa raggiunta). "E' un accordo positivo - spiega Agostino Megale, segretario generale Fisac - si sono tutelati i dirigenti evitando licenziamenti, l'unità del tavolo sindacale ha pagato". Concetto analogo - sui licenziamenti - espresso anche dalla Fabi.
Ma se i sindacati tendono la mano a Unicredit, dall'Austria arriva invece una doccia fredda: se andrà in porto il progetto di legge allo studio, per la banca guidata da Federico Ghizzoni triplicheranno i costi per spostare i dipendenti di Bank of Austria dal fondo pensioni interno a quello pubblico. Per una volta, il costo (indiretto) del lavoro sembra più pesante a Vienna che a Roma.
Bancari di lusso, anche i manager si scoprono così un po' più lavoratori dipendenti e in questo caso specifico attingono ai meccanismi di solidarietà dell'intera categoria dirigenziale di Unicredit (che finanziano parzialmente l'intesa raggiunta). "E' un accordo positivo - spiega Agostino Megale, segretario generale Fisac - si sono tutelati i dirigenti evitando licenziamenti, l'unità del tavolo sindacale ha pagato". Concetto analogo - sui licenziamenti - espresso anche dalla Fabi.
Ma se i sindacati tendono la mano a Unicredit, dall'Austria arriva invece una doccia fredda: se andrà in porto il progetto di legge allo studio, per la banca guidata da Federico Ghizzoni triplicheranno i costi per spostare i dipendenti di Bank of Austria dal fondo pensioni interno a quello pubblico. Per una volta, il costo (indiretto) del lavoro sembra più pesante a Vienna che a Roma.