Con i soldi raccolti sul mercato grazie al placement del 2014, la famiglia Salini è tornata ad avere due terzi del capitale di Salini Impregilo, lucrando anche sull'investimento. Dopo aver collocato un 5% del capitale a 3,7 euro, scendendo al 61,5% nell'estate di due anni fa, la holding dei costruttori romani è ritornata al 67,7% del gruppo quotato, rastrellando azioni sulla debolezza del titolo, che dopo il nuovo piano industriale presentato a Londra è crollato a 3,1 euro. Due anni fa, Pietro Salini aveva promesso al mercato tre cose, che sono state smentite dai fatti: l'imprenditore romano voleva dare all'azienda un flottante adeguato alle sue dimensioni, ma dopo averlo portato al 40% l'ha ridotto al 32% con rastrellamenti vari; voleva fare di Salini Impregilo il campione internazionale, ma dopo aver rilevato a fine 2015 Lane per 406 milioni, ha annunciato che nei prossimi 4 anni non ci saranno acquisizioni anche perché due quinti degli utili saranno destinati alla cedola; infine Pietro Salini aveva dichirato di voler ottenere un rating investment grade, cosa che non ha ancora raggiunto e che non gli ha impedito di pagare ogni anno il dividendo. Forse le ambizioni del costruttore romano hanno dovuto fare i conti con il capitalismo familiare.