Provate a dirlo ai tedeschi, che con i tassi negativi a smenarci di più sono le famiglie italiane e spagnole. Eppure un box di approfondimento del prossimo Bollettino della Bce, anticipato da Francoforte, sfata proprio il mito per il quale i tassi portati a zero e oltre siano perniciosi per i risparmi di Germania, dove si accusa Mario Draghi di deprimere le performance dei fondi pensione di casa, che investono soprattutto in titoli di Stato ormai avari di soddisfazioni.
Il discorso dell'Eurotower è molto lineare: in una situazione di tassi bassi, scendono sia gli interessi attivi (ovvero quelli che si incassano su un deposito o dalla sottoscrizione di un titolo che prevede lo stacco di cedole), che gli interessi passivi, ovvero quelli che si devono a una banca che ci ha prestato soldi per un mutuo o un finanziamento. Nel complesso dell'economia, si può dire che i due effetti si annullano l'un l'altro e alla fine il saldo è zero. Tanto è vero che dall'autunno della crisi (2008), gli interessi pagati sono scesi del 3% circa - in relazione al reddito disponibile - e quelli incassati dai rendimenti del 3,2%.
Chiaramente, le cose cambiano se vengono viste in soggettiva. La situazione di tassi congelati sarà infatti favorevole per la famiglia indebitata, che ha un mutuo da rimborsare e non ha risparmi investiti in titoli che offrono un rendimento, ma sarà negativa per chi al contrario non ha debiti e anzi ha una parte del patrimonio immobilizzata in investimenti non più redditizi. E qui sta il busillis risolto dalla Bce: a differenza della vulgata, sono proprio le famiglie italiane a vestire i panni delle formichine. Sono relativamente poco indebitate e sono molto legate agli investimenti che danno rendimento. Quindi, come mostra chiaramente il grafico, pagano i tassi bassi più di ogni altro. A seguire ci sono gli spagnoli, mentre per francesi e tedeschi il risultato è di sostanziale pareggio.
Dal punto di vista del banchiere centrale, quel che conta è che i tassi bassi spingano i consumi: prendere a presto denaro per fare investimenti e compere è oggigiorno più conveniente che lasciarlo parcheggiato in investimenti. Il resto sono polemiche campanilistiche e forse da qualche parte nel (Nord) Europa le parole della Bce suoneranno come un gong per deporre le armi.
Il discorso dell'Eurotower è molto lineare: in una situazione di tassi bassi, scendono sia gli interessi attivi (ovvero quelli che si incassano su un deposito o dalla sottoscrizione di un titolo che prevede lo stacco di cedole), che gli interessi passivi, ovvero quelli che si devono a una banca che ci ha prestato soldi per un mutuo o un finanziamento. Nel complesso dell'economia, si può dire che i due effetti si annullano l'un l'altro e alla fine il saldo è zero. Tanto è vero che dall'autunno della crisi (2008), gli interessi pagati sono scesi del 3% circa - in relazione al reddito disponibile - e quelli incassati dai rendimenti del 3,2%.
Chiaramente, le cose cambiano se vengono viste in soggettiva. La situazione di tassi congelati sarà infatti favorevole per la famiglia indebitata, che ha un mutuo da rimborsare e non ha risparmi investiti in titoli che offrono un rendimento, ma sarà negativa per chi al contrario non ha debiti e anzi ha una parte del patrimonio immobilizzata in investimenti non più redditizi. E qui sta il busillis risolto dalla Bce: a differenza della vulgata, sono proprio le famiglie italiane a vestire i panni delle formichine. Sono relativamente poco indebitate e sono molto legate agli investimenti che danno rendimento. Quindi, come mostra chiaramente il grafico, pagano i tassi bassi più di ogni altro. A seguire ci sono gli spagnoli, mentre per francesi e tedeschi il risultato è di sostanziale pareggio.
Dal punto di vista del banchiere centrale, quel che conta è che i tassi bassi spingano i consumi: prendere a presto denaro per fare investimenti e compere è oggigiorno più conveniente che lasciarlo parcheggiato in investimenti. Il resto sono polemiche campanilistiche e forse da qualche parte nel (Nord) Europa le parole della Bce suoneranno come un gong per deporre le armi.