Economia

Le gare non decollano, Italgas accelera il risiko

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MILANO - Belle le liberalizzazioni: quando aprono il mercato, mettono in gara gli operatori e riescono a portare vantaggi anche ai consumatori. Ma siccome dai tempi di Voltaire abbiamo capito che non viviamo nel migliore dei mondi possibili, non sempre le liberalizzazioni si rivelano un successo. Soprattutto quando rimangono sulla carta. Come nel caso delle gare per la distribuzione locale del gas, avviate oltre 15 anni fa ed entrate nella loro fase operativa solo da due. Ma le gare effettivamente partite, dopo la divisine della penisola in 177 ambiti locali, si possono contare solo sulle dita di una mano (tra cui quelle bandite a Milano e Torino). Nel resto d'Italia si procede tra lentezze burocratiche e ricorsi. O non si procede proprio per nulla.

Ecco, allora, che gli operatori che vogliono crescere (e per non perdere ulteriore tempo) ricorrono alla tradizionale strada delle "fusioni e acquisizioni". Lo ha appena fatto Italgas, la società nata da uno spin off di Snam, leader della distribuzione locale di metano: ha annunciato di aver rilevato Enerco, un operatore veneto attivo nelle province di Vicenza e Padova con 27 concessioni, una rete di oltre 800 chilometri di condotte e circa 30 mila utenze. Una operazione significativa non tanto per l'aspetto economico (la valorizzazione della società è pari a 51 milioni), quanto per il suo significato. 

In vista della liberalizzazione completa delle forniture di gas ed elettricità al cliente finale (prevista per la metà del 2019) si è già scatenata la guerra tra gli operatori del settore energia. Come dimostra la gara appena conclusa per la vendita degli asset italiani del gruppo spagnolo Gas Natural. Un bel pacchetto che comprendeva 500mila clienti (andati al gruppo Edison) e 7mila chilometri di rete per la distribuzione locale. Per ques'ultimi ha partecipato anche Italgas, ma l'offerta migliore (per oltre 720 milioni) è stata del fondo infrastrutturale F2i.

L'acqiusizione di Enerco, per quanto non paragonabile in termini finanziari, è comunque una prima risposta. E non sarà l'ultima. Come ha fatto capire l'amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo: "In un mercato ancora molto frammentato, in cui operano oltre 200 soggetti, Italgas intende affermare il proprio ruolo nazionale di consolidatore, concretizzando operazioni mirate che creino valore per i propri azionisti". Gare o non gare, il processo di consolidamento è appena iniziato.