Gas, per vincere la battaglia con la Russia serviranno sforzi anche il prossimo inverno. Ma l'Europa ha dimostrato di riuscire a risparmiare
di Maurizio RicciPresto, le bollette della luce e del gas potrebbero non limitarsi a dire quanto abbiamo consumato e quanto dobbiamo pagare, ma anche quanto consumano e pagano i nostri vicini. Gli economisti dell'Ocse - l'organizzazione che raccoglie i paesi industrializzati - sono, infatti, convinti che i confronti possano stimolare un potente effetto emulativo: una sorta di competizione nella corsa al risparmio. Anche se i margini sono ridotti. Il test lo hanno fatto negli stessi uffici dell'Ocse (a Parigi), abbassando i termostati. E hanno scoperto che la riduzione di un grado veniva tollerata, ma se la riduzione arrivava a due gradi, c'era sempre qualcuno che si alzava e andava a ritoccare il termostato.
Il succo di questo ritorno a preoccuparsi delle bollette è che l'emergenza gas, secondo l'Ocse, non è finita. L'annuncio che gli stoccaggi 2023 sono assai più alti del solito è stato accolto con tripudio tale, da spingere la stessa Ue ad ann…
Presto, le bollette della luce e del gas potrebbero non limitarsi a dire quanto abbiamo consumato e quanto dobbiamo pagare, ma anche quanto consumano e pagano i nostri vicini. Gli economisti dell'Ocse - l'organizzazione che raccoglie i paesi industrializzati - sono, infatti, convinti che i confronti possano stimolare un potente effetto emulativo: una sorta di competizione nella corsa al risparmio. Anche se i margini sono ridotti. Il test lo hanno fatto negli stessi uffici dell'Ocse (a Parigi), abbassando i termostati. E hanno scoperto che la riduzione di un grado veniva tollerata, ma se la riduzione arrivava a due gradi, c'era sempre qualcuno che si alzava e andava a ritoccare il termostato.
Il succo di questo ritorno a preoccuparsi delle bollette è che l'emergenza gas, secondo l'Ocse, non è finita. L'annuncio che gli stoccaggi 2023 sono assai più alti del solito è stato accolto con tripudio tale, da spingere la stessa Ue ad annunciare un blocco delle importazioni dalla Russia (oggi solo il 10 per cento del totale). Ma non abbiamo fatto del tutto i conti con il clima. Sempre l'Ocse calcola che un inverno freddo (che spinga i consumi verso i massimi del periodo 2017-2021, anzi anche un 10 per cento in meno) fra gennaio e febbraio 2024 potrebbe determinare interruzioni del servizio. L'imperativo, insomma, resta il risparmio.
Però, l'inverno scorso dimostra che ne siamo capaci. La guerra si combatte in Ucraina, ma gli storici diranno che una battaglia decisiva è stata vinta nelle retrovie d'Europa, svuotando il ricatto di Putin sul metano. Complessivamente, la domanda complessiva europea di gas è scesa, infatti, di un inaspettato 13 per cento. Come abbiamo fatto? Lo spiega la Iea - che dell'Ocse è il braccio energia - distinguendo le mosse che riducono strutturalmente - e dunque in misura permanente - il consumo europeo e quelle più estemporanee, ma non del tutto irripetibili. La domanda è stata ridotta di quasi 80 miliardi di metri cubi di metano e l'effetto sarebbe stato più vistoso, senza la concomitanza con i bacini dell'idroelettrico semivuoti e le manutenzioni straordinarie delle centrali atomiche francesi. Questi due fattori controcorrente (presumibilmente, peraltro, temporanei) hanno sostanzialmente azzerato i risparmi per circa 25 miliardi di metri cubi, dovuti alla riduzione della domanda totale di elettricità (meno 3 per cento) e, soprattutto, al record di installazione di impianti solari ed eolici, che, d'ora in avanti, faranno risparmiare all'Europa 14 miliardi di metri cubi di metano l'anno.
Un altra grande fonte di risparmio è venuta dalla platea dei consumatori. La domanda di gas negli edifici è scesa del 20 per cento, ovvero 28 miliardi di metri cubi, rispetto all'anno scorso. Merito di una maggiore efficienza per 3,5 miliardi di metri cubi (in buona parte per l'installazione di pompe di calore) e di comportamenti virtuosi. In media, dice la Iea, i termostati sono stati tenuti più bassi di un po' più di mezzo grado (risparmio 7 miliardi di metri cubi) e i termosifoni sono stati accesi di meno, grazie ad un clima favorevole (18 miliardi di metri cubi il risparmio).
Il resto lo ha fatto l'industria, tagliando i propri consumi del 25 per cento (ovvero circa 25 miliardi di metri cubi) grazie alla ricerca di una maggiore efficienza, ma anche, soprattutto per le industrie più energivore, un maggiore ricorso alle importazioni di semilavorati e qualche sostituzione di gas con petrolio.
Non è stato facile ed è costato molto. L'approvvigionamento di metano, questo inverno, lo abbiamo pagato complessivamente 400 miliardi di euro, tre volte l'esborso abituale. E il conto sale se consideriamo anche l'impatto che il boom dei prezzi dell'energia ha avuto sull'inflazione. Ma, anche sotto questo profilo, il prossimo inverno si annuncia meno drammatico.