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Tv, crescono i ricavi con la spinta della pubblicità. Corre lo streaming, soffre la pay tv

(afp)
Crescita dell’1,6% nel 2023 a quota 8,9 miliardi di euro. Netflix & co valgono la metà del fatturato della tv a pagamento
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MILANO – Crescono i ricavi del settore radiotelevisivo: nel 2023 il fatturato complessivo è salito dell'1,6% a 8,9 miliardi di euro sul 2022, con la tv a pagamento che beneficia della spinta delle piattaforme di streaming in abbonamento, come Netflix o Prime Video, in crescita a doppia cifra, mentre la pay tv tradizionale continua a soffrire.

Il trend, evidenzia l'annuale report dell'Area studi di Mediobanca dedicato al settore Media & Entertainment, proseguirà nel 2024, esercizio in cui si stima una crescita del 2% dei ricavi, trainata dalla ripresa del mercato pubblicitario (+5%) che beneficia di alcuni importanti eventi sportivi, come le olimpiadi e gli europei di calcio, ma anche delle crescita degli abbonamenti di streaming che prevedono inserzioni pubblicitarie.

E se i tre principali operatori - nell'ordine Rai, Sky e Mediaset - nel 2023 detenevano congiuntamente ancora il 77% dei ricavi televisivi nazionali, le piattaforme online continuano a erodere terreno, arrivando a rappresentare il 20% del settore, quasi 13 punti percentuali in più del 2019.

Nel 2023 i ricavi della tv in chiaro sono saliti dello 0,2% a 4,8 miliardi, quelli della radio del 4,9% a 0,6 miliardi mentre quelli della Tv a pagamento del 3% a 3,4 miliardi, con i servizi di streaming in abbonamento (S-Vod) che crescono del 10,4%, arrivando a rappresentare il 53% dei ricavi della tv a pagamento, mentre la pay tv tradizionale cala del 4,9%.

In termini di fatturato, la Rai si conferma prima nel 2023 (+0,3% a 2,7 miliardi) davanti a Sky (+2,3% a 2,1 miliardi) e a Mediaset (+2,5% a 2 miliardi). Prosegue la crescita esponenziale delle piattaforme online: Netflix nel 2022 (ultimi dati disponibili) ha registrato 616 milioni di ricavi grazie a oltre 5 milioni di abbonati.



Nel 2023 i ricavi dei dieci principali operatori Media & Entertainment italiani - prosegue lo studio di Mediobanca - sono complessivamente cresciuti del 1,6% sul 2022 (risultando però ancora inferiori del 6,9% rispetto al 2019), grazie alla continua espansione del segmento S-Vod (+9,2%) e alla ripresa del mercato pubblicitario (+3,0%). Ancora sottotono i ricavi della Pay TV (-4,9%). Il panel si conferma fortemente concentrato, con i primi tre broadcaster tradizionali (Rai, Sky e Mediaset) che sviluppano il 77% del giro d'affari complessivo.

In termini di fatturato, Rai si attesta in prima posizione nel 2023 (2,7 mld, +0,3% sul 2022), seguita da Sky (2,1 mld, +2,3% sul 2022) e Mediaset (2 mld, +2,5%). Prosegue la crescita esponenziale delle piattaforme online, ora attive anche nel mercato pubblicitario attraverso il lancio di offerte cosiddette Subscription AD-supported, con Netflix che nel 2022 (ultimi dati disponibili) ha registrato ricavi per 616 milioni grazie ai suoi oltre 5 milioni di abbonati. Nonostante l'inasprimento del contesto competitivo, dovuto alla continua evoluzione tecnologica e alla crescente offerta, il settore nel 2023 mostra una certa stabilità dei livelli occupazionali sul 2022 (-0,9%).

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