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L’Europa ora può spingere il ritorno dei cervelli in fuga da Trump. Ma deve pagarli di più

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Il presidente Usa sta facendo tabula rasa della ricerca. Un’occasione per il continente europeo per attrarre talenti. Ma occorre un sostegno finanziario forte
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Bisogna ribaltare di 180 gradi tutta la mitologia della grande fuga dei cervelli. Per quasi un secolo è stata a senso unico, attraverso l'Atlantico, da est a ovest: un grande esodo prima della guerra e, poi, una continua emorragia. Fino a pochi mesi fa. Adesso, è sul punto di fare una inversione a U. Via dall'America di Trump, dove è in corso una offensiva senza precedenti contro la ricerca scientifica, in quanto tale.

Sbagliava, infatti, chi pensava che la nuova amministrazione americana avrebbe preso di mira specificamente i totem culturali della sinistra liberale: ambientalismo, studi di genere, discriminazione sociale. E', piuttosto, l'alba di un generale oscurantismo del XXI secolo che colpisce, autolesionisticamente, progetti e ricerche, pur prive di ogni riferimento politico. La Casa Bianca sta tagliando, ad esempio, i fondi sugli antidiabetici, sulla sterilizzazione degli insetti, sulla chirurgia al laser, anche sugli studi sulle onde gravitazionali, freschi di Nobel.Le cifre n…

Bisogna ribaltare di 180 gradi tutta la mitologia della grande fuga dei cervelli. Per quasi un secolo è stata a senso unico, attraverso l'Atlantico, da est a ovest: un grande esodo prima della guerra e, poi, una continua emorragia. Fino a pochi mesi fa. Adesso, è sul punto di fare una inversione a U. Via dall'America di Trump, dove è in corso una offensiva senza precedenti contro la ricerca scientifica, in quanto tale.

Sbagliava, infatti, chi pensava che la nuova amministrazione americana avrebbe preso di mira specificamente i totem culturali della sinistra liberale: ambientalismo, studi di genere, discriminazione sociale. E', piuttosto, l'alba di un generale oscurantismo del XXI secolo che colpisce, autolesionisticamente, progetti e ricerche, pur prive di ogni riferimento politico. La Casa Bianca sta tagliando, ad esempio, i fondi sugli antidiabetici, sulla sterilizzazione degli insetti, sulla chirurgia al laser, anche sugli studi sulle onde gravitazionali, freschi di Nobel.Le cifre non lasciano dubbi. Trump ha tagliato del 40 per cento i fondi al Nih (le ricerche mediche), del 25 per cento quelli alla Nasa, del 57 per cento, ovvero di 6 miliardi di dollari, quello alla Nsf, che organizza un quarto di tutta la ricerca di base nelle università e che ha ridotto da 330 mila a 90 mila i ricercatori che finanzia. Meno 66,8 per cento i fondi per matematica e fisica e finanche l'intelligenza artificiale ha avuto meno soldi di quanto giustificherebbe l'inflazione.


La fuga dei ricercatori

Cosa possa restare in piedi dell'egemonia scientifica delle istituzioni americane non è chiaro. Intanto, però, quello che era il centro culturale di un impero mondiale rischia già di perdere i pezzi. Il 75 per cento dei 1.600 ricercatori consultati da Nature dichiara di star decidendo se andarsene. Dove? Soprattutto in Canada e in Inghilterra. Ma l'Europa ha la sua occasione: fra il 2012 e il 2020, un milione di laureati europei è andato oltre oceano, spesso i migliori. Possiamo pensare al Grande Ritorno di giovani promesse della scienza? Non solo giovani promesse, peraltro.

I contatti con l’Europa

Secondo Bruegel, un think tank europeo, quasi il 10 per cento degli scienziati top d'America (quelli con il maggior numero di citazioni sulle riviste scientifiche) ha familiarità con l'Europa, dove ha ottenuto almeno un titolo di studio. Se si guarda alle grandi università, come Harvard e Columbia, questa percentuale arriva quasi al 20 per cento: 1.377 a Harvard, 835 alla Columbia.

Il grande ritorno

Traverseranno l'Atlantico? Qui, bisogna distinguere. Una cosa è il popolo della ricerca, le migliaia di scienziati giovani e meno giovani, con esperienze e competenze di frontiera nella ricerca che potrebbero rivitalizzare le università europee. Anche nei paesi più generosi, come la Francia (in questa gara l'Italia non c'è), un ricercatore di 35 anni può guadagnare 4 mila euro, in America duemila di più. Ma in Europa, sanità e istruzione per i figli sono gratis. Un altro discorso è per gli scienziati top che, in Europa, si fermano sotto i 100 mila euro l'anno, contro i 500 mila dollari in America. Ma, per gli uni e per gli altri, conta forse di più il sostegno, morale, logistico e finanziario, ai propri progetti. La Ue, su sollecitazione di paesi come la Francia, la Germania, Spagna ha messo a disposizione un fondo di 500 milioni di euro per le ricerche. Troppo pochi per diventare un volano di attrazione.


Il nodo delle risorse

Ma, secondo Bruegel, utilizzando i residui del piano anti Covid si può arrivare a 4 miliardi di euro (circa 4,4 miliardi di dollari) in cinque anni, una cifra almeno nell'ordine di grandezza degli investimenti Usa dove, per esempio, i tagli ai progetti del National Institute of Health sono stati, appunto, di 2,2 miliardi di dollari.Per spingere in questa direzione, tredici paesi hanno chiesto ufficialmente alla Commissione il massimo impegno finanziario. Università come Bruxelles e Marsiglia hanno approntato specifici piani per i ricercatori Usa. L'Italia, dove un ricercatore può arrivare alla pensione senza avere uno stipendio fisso, inevitabilmente è la grande assente. Ma l'energia che possono portare all'Europa i talenti allevati in America interessa anche noi.

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