I mercati vedono il bluff: ecco perché Wall Street non ha paura di Trump
di Maurizio RicciClamore, sconquassi e una nebbia fitta che avvolge ogni cosa e rende incerta ogni mossa. L'era Trump è una sorta di viaggio alla cieca fra mille insidie. Una guerra che non finisce in Ucraina, la piaga di Gaza ancora aperta, il Medio Oriente del petrolio in bilico, mentre la Casa Bianca spara gragnuole di tariffe, in nome di una guerra commerciale universale.
Intanto, in America, il dollaro traballa, il debito pubblico si gonfia, l'inflazione si riaffaccia, l'indipendenza della politica monetaria è in forse. Mettetevi l'elmetto, verrebbe da dire. E, invece, in questo turbinio, c'è un'isola felice, che pare imperturbabile ad ogni tempesta. Il cielo è scuro, ma le Borse americane procedono a gonfie vele. Gli esperti sostengono che già ai tempi di B…
Clamore, sconquassi e una nebbia fitta che avvolge ogni cosa e rende incerta ogni mossa. L'era Trump è una sorta di viaggio alla cieca fra mille insidie. Una guerra che non finisce in Ucraina, la piaga di Gaza ancora aperta, il Medio Oriente del petrolio in bilico, mentre la Casa Bianca spara gragnuole di tariffe, in nome di una guerra commerciale universale.
Intanto, in America, il dollaro traballa, il debito pubblico si gonfia, l'inflazione si riaffaccia, l'indipendenza della politica monetaria è in forse. Mettetevi l'elmetto, verrebbe da dire. E, invece, in questo turbinio, c'è un'isola felice, che pare imperturbabile ad ogni tempesta. Il cielo è scuro, ma le Borse americane procedono a gonfie vele. Gli esperti sostengono che già ai tempi di Biden le quotazioni erano sopravvalutate e che una correzione, più o meno brusca, è inevitabile. Ma il dubbio non sfiora i listini.
La spiegazione corrente è che i mercati non prendono sul serio Trump, convinti che le guerre commerciali rientreranno e che, dopo anni di espansione, l'economia non si fa spaventare dalle difficoltà in vista. Ma chi non si accontenta della psicologia può rintracciare anche motivi più solidi e concreti per spiegare questa impermeabilità di Wall Street.
I nuovi processi
Anzitutto, il mercato si sta sviluppando secondo processi, in buona parte nuovi. E' il caso dei “trend”: l'attenzione si concentra su settori delimitati, ma ad alto potenziale. L'intelligenza artificiale, piuttosto che la difesa. I titoli di questi settori vengono raccolti in specifici portafogli, che diventano indici capaci di mobilitare i fondi tarati appunto sugli indici e la massa complessiva muove la borsa. Contemporaneamente, si fa sempre più intensa la spinta delle aziende a ricomprare le proprie azioni. Fra aprile e maggio i buyback (240 miliardi di dollari) hanno raggiunto livelli record e le aziende interessate hanno fatto correre le quotazioni dei propri titoli.
Storicamente, queste quotazioni sono già molto alte e i rally autoalimentati dalle mosse delle società quotate non portano niente di buono. E, infatti, i dati dicono che gli operatori più importanti si stanno trincerando. Gli investitori stranieri guardano altrove, fondi e finanziarie riducono le esposizioni, finanche gli hedge fund si tirano indietro.
E allora, perché Wall Street supera senza batter ciglio qualsiasi sparata di Trump? Perché gli attori non sono più solo quelli di una volta. Il 40 per cento del mercato è alimentato da piccoli risparmiatori, quelli che comprano e vendono titoli dal salotto o dalla cucina di casa. Sono loro che intervengono in massa a comprare, ogni volta che il mercato mostra segni di cedimento.Non lo fanno per far piacere a Trump. Il popolo MAGA è un altro. Questo è piuttosto il popolo delle sale giochi. Anni e anni che hanno inanellato record dei listini hanno insegnato che ad ogni esitazione segue un rimbalzo e il loro stesso accorrere a comprare il titolo che si è indebolito ne favorisce la ripresa. E' una sorta di circolo vizioso. I professionisti lo sanno, ma ne sono anch'essi prigionieri, perché le quotazioni in salita li costringono a restare in ballo, per non fare risultati inferiori agli altri.
Grandi opportunità e grandi rischi
Se questo è lo schema, per il popolo delle sale giochi Trump è una benedizione. Perché le mosse scomposte del presidente alimentano una volatilità del mercato, che è la benzina del “buy the dip” (compra il titolo che scende) che sta muovendo la borsa. Durerà? La stagione delle trimestrali che sta partendo non è trionfale. Si prevede che le società annunceranno una crescita dei profitti mai così bassa dal 2023. Ci saranno molte occasioni di titoli in discesa. Buy the dip, ruggirà quel 40 per cento di Borsa che vive sul tavolo da cucina. Ma il rimbalzo non è garantito.