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Lo scontro Usa-Ue si gioca sulle nuove regole digitali. E Trump vuole sfruttare le divisioni europee

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Il documento sulla sicurezza nazionale mette ai margini il Vecchio continente. Ma per Washington è cruciale riuscire ad ammorbidire le norme del Digital Markets Act e del Digital Service Act
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Ormai “siamo ai materassi” direbbero nel “Padrino”, o al duello all'arma bianca, come nei romanzi di cappa e spada. In superficie, fra l'Europa e gli Stati Uniti di Trump è uno scontro culturale, esistenziale, sul significato stesso di Occidente, come chiarisce crudamente l'ultimo documento uscito dalla Casa Bianca sulla sicurezza nazionale (che, a quanto pare, reclama la trumpizzazione d'Europa). Sotto il tavolo, dove entrano in gioco i grandi interessi economici, siamo ai calci nei punti più sensibili e ai colpi proibiti.

La partita è cruciale: se il futuro del mondo è nell'universo digitale, si tratta di decidere chi lo governa e in base a quali regole. Ovvero: il mercato di Internet e accessori è un monopolio, un duopolio o è …

Ormai “siamo ai materassi” direbbero nel “Padrino”, o al duello all'arma bianca, come nei romanzi di cappa e spada. In superficie, fra l'Europa e gli Stati Uniti di Trump è uno scontro culturale, esistenziale, sul significato stesso di Occidente, come chiarisce crudamente l'ultimo documento uscito dalla Casa Bianca sulla sicurezza nazionale (che, a quanto pare, reclama la trumpizzazione d'Europa). Sotto il tavolo, dove entrano in gioco i grandi interessi economici, siamo ai calci nei punti più sensibili e ai colpi proibiti.

La partita è cruciale: se il futuro del mondo è nell'universo digitale, si tratta di decidere chi lo governa e in base a quali regole. Ovvero: il mercato di Internet e accessori è un monopolio, un duopolio o è aperto a tutti? E, per quanto riguarda i contenuti, è tutto consentito o le piattaforme (come già oggi i giornali) sono responsabili di quello che esce?Il primo tema è regolato, in Europa, dal Dma (Digital Markets Act), la legge sui mercati digitali, il secondo dal Dsa (Digital Service Act), la legge sui servizi digitali.

Se qualcuno si chiedeva perché Silicon Valley, con una piroetta, si sia schierata in blocco con Trump, ha avuto la risposta pochi giorni fa, quando il responsabile Usa per il commercio, Howard Lutnick, ha detto, senza giri di parole, che la Casa Bianca è pronta ad ammorbidire le tariffe su acciaio e alluminio verso l'Europa, se l'Europa, a sua volta, ammorbidisce le regole del Dma e del Dsa. In un mondo normale, non è così che si fanno le trattative commerciali (all'indomani di un accordo raggiunto solo pochi mesi fa), ma questo è il mondo come lo vede Trump. Un ricatto. Così lo ha chiamato pubblicamente e ufficialmente, Teresa Ribera, la commissaria responsabile dell'antitrust Ue.

E, tanto per chiarire, questa settimana, ha affibbiato una multa da 120 milioni di euro sull'ex Twitter di Elon Musk, accusato, fra l'altro, di “scarsa trasparenza”, formula che include la gestione degli algoritmi per favorire la diffusione di determinate posizioni politiche e culturali (non è difficile indovinare quali). La risposta è arrivata, prima ancora che da Musk, dal vicepresidente Vance, pronto ad accusare la Ue di coartare la libertà di espressione che, sembra di capire, nella versione trumpiana comprende anche la libertà di manipolare gli algoritmi.E ora? Trump farà saltare il tavolo, con una nuova ondata di tariffe?

In realtà, i prossimi sviluppi rischiamo di vederli, invece, da questa parte dell'Atlantico. Teresa Ribera è anche la vice di Ursula von der Leyen, ma in quota socialista. Quanti, al vertice della Ue e nelle varie capitali, condividono la durezza della Ribera nel rinfacciare a Trump una difesa a tutto campo della sovranità europea in un settore così delicato e decisivo?

A nessuno sfugge che la sovranità europea, in questo caso, chiama in causa la leadership mondiale. Per i giganti di Silicon Valley, il mercato europeo è il più importante dopo quello americano e gli standard europei echeggerebbero a livello globale. La pressione diplomatica della Casa Bianca, dunque, è destinata a crescere. E non tutti i governi europei condividono l'intransigenza della Ribera. Non sono indiscrezioni.

Le divisioni in Europa

E' lo stresso Lutnick a sottolineare le posizioni più malleabili di alcune capitali. Fra tutte, Berlino.Il terreno su cui potrebbero venire quegli aggiustamenti che la Ribera teme è lo sforzo di semplificazione di norme e direttive, che la Commissione sta portando avanti. Sono tecnicismi complicati, ma la posta è altissima. Per un verso (la legge sui servizi digitali, il Dsa), si tratta di impedire quel Far West all'americana di post e tweet, dove si affermano autentiche campagne per influenzare l'opinione pubblica. In quale chiave non serve chiederselo, dopo il documento della Casa Bianca che sponsorizza apertamente l'estrema destra populista europea.

Per l'altro verso (la legge sui mercati, il Dma) c'è in ballo la facoltà di Apple e Google di mantenere chiuse le proprie piattaforme di pagamenti in rete, trasformando in duopolio la scommessa epocale dei portafogli digitali, negando lo spazio privilegiato dei wallet di Ios e Android, ad esempio, all'euro digitale che sta preparando la Bce. La Ribera lo ha capito.

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