Inizia la settimana della moda milanese e Ferragamo apre le porte di palazzo Borromeo in via Manzoni per presentare la sua nuova collezione di gioielli. Ma mentre i buyer avranno occhi solo per i nuovi accessori che saranno distribuiti solo in alcune boutique, gli investitori stanno guardando con interesse a un possibile nuovo collocamento di Borsa.
Dopo avere debuttato tre mesi fa a 9 euro, Ferragamo a Piazza Affari vale il 40% in più del prezzo del collocamento. Merito dei positivi risultati della semestrale, anche se si prevede un rallentamento per la seconda metà dell'anno. I margini dovrebbero continuare a salire, grazie alla politica di nuove aperture (ebitda/margin 2011 al 17%): 20 negozi all'anno di cui due terzi a gestione diretta e un terzo in franchising. Il gruppo guidato da Michele Norsa ha intenzione (non prima del 2013) di ricomprare le quote di minoranza delle sue joint venture nella distribuzione in Brasile e in Russia, come ha appena fatto con quella cinese (dove è salita dal 50 al 75%).
Tutte belle novità, apprezzate dagli investitori che però lamentanto il fatto che Ferragamo sia un titolo poco liquido date anche le sue dimensioni. A questo proposito, il direttore finanziario Ernesto Greco (ex Bulgari) starebbe rassicurando gli animi degli investitori, già con gli inizi del prossimo anno la famiglia Ferragamo sarebbe disponibile a collocare parte delle sue azioni sul mercato, per fare spazio ai fondi d'investimento. Come aveva fatto Diego Della Valle con la sua Tod's, dopo il collocamento a 40 euro, a grande richiesta di Merrill Lynch e del mercato aveva "piazzato" in Borsa parte dei suoi titoli al prezzo di 57 euro per rendere il titolo più liquido. E nel caso della famiglia Ferragamo, un po' di cash farebbe comodo anche per liquidare qualcuno dei tanti eredi che non ha intenzione di seguire le orme del nonno Salvatore.
LA RISPOSTA DELLA FERRAGAMO:
In merito a quanto pubblicato oggi su Repubblica.it nell’ambito del pezzo dal titolo “Ferragamo pensa a un nuovo collocamento”, Ferragamo S.p.A smentisce categoricamente i contenuti del pezzo: smentisce di aver mai parlato, né tanto meno ”rassicurato” chicchessìa a proposito di piani relativi a un nuovo collocamento di titoli Ferragamo. Del resto la Società ritiene che nessuno tra gli investitori abbia necessità di essere “rassicurato” vista la crescita del prezzo dell’azione di circa il 40% dal collocamento in borsa.
Ferragamo S.p.A precisa altresì che l’azionista di controllo, Ferragamo Finanziaria S.p.A. che detiene il 58.245% , è sottoposto ad un obbligo di lock-up – come ampiamente illustrato nel prospetto informativo-della durata di dodici mesi dal momento della quotazione. Ferragamo precisa altresì di non avere alcuna società in Joint Venture né in Brasile né in Russia ed è quindi ben difficile poter discutere se ricomprare o meno quote in JV che non esistono.
Ferragamo S.p.A. si riserva di valutare qualsiasi azione necessaria a tutela dell’azienda e dei propri azionisti.
REPUBBLICA.IT
Prendiamo atto dei rilievi della società, ma teniamo a precisare che mai si parla di Ferragamo Finanziaria spa, bensì di alcuni membri della famiglia. Ricordiamo che una parte della famiglia Ferrragamo, che complessivamente detiene l'11% del capitale dell'azienda, ha un vincolo di lock up che scade a 180 giorni, quindi a fine anno. Vista la performance del titolo, avrebbe tutti i diritti, e molte buone ragioni, di essere liquidata sul mercato. Infine in Russia e Brasile il gruppo è presente con franchising che a partire dal 2013 potrebbero essere ricomprati.
Dopo avere debuttato tre mesi fa a 9 euro, Ferragamo a Piazza Affari vale il 40% in più del prezzo del collocamento. Merito dei positivi risultati della semestrale, anche se si prevede un rallentamento per la seconda metà dell'anno. I margini dovrebbero continuare a salire, grazie alla politica di nuove aperture (ebitda/margin 2011 al 17%): 20 negozi all'anno di cui due terzi a gestione diretta e un terzo in franchising. Il gruppo guidato da Michele Norsa ha intenzione (non prima del 2013) di ricomprare le quote di minoranza delle sue joint venture nella distribuzione in Brasile e in Russia, come ha appena fatto con quella cinese (dove è salita dal 50 al 75%).
Tutte belle novità, apprezzate dagli investitori che però lamentanto il fatto che Ferragamo sia un titolo poco liquido date anche le sue dimensioni. A questo proposito, il direttore finanziario Ernesto Greco (ex Bulgari) starebbe rassicurando gli animi degli investitori, già con gli inizi del prossimo anno la famiglia Ferragamo sarebbe disponibile a collocare parte delle sue azioni sul mercato, per fare spazio ai fondi d'investimento. Come aveva fatto Diego Della Valle con la sua Tod's, dopo il collocamento a 40 euro, a grande richiesta di Merrill Lynch e del mercato aveva "piazzato" in Borsa parte dei suoi titoli al prezzo di 57 euro per rendere il titolo più liquido. E nel caso della famiglia Ferragamo, un po' di cash farebbe comodo anche per liquidare qualcuno dei tanti eredi che non ha intenzione di seguire le orme del nonno Salvatore.
LA RISPOSTA DELLA FERRAGAMO:
In merito a quanto pubblicato oggi su Repubblica.it nell’ambito del pezzo dal titolo “Ferragamo pensa a un nuovo collocamento”, Ferragamo S.p.A smentisce categoricamente i contenuti del pezzo: smentisce di aver mai parlato, né tanto meno ”rassicurato” chicchessìa a proposito di piani relativi a un nuovo collocamento di titoli Ferragamo. Del resto la Società ritiene che nessuno tra gli investitori abbia necessità di essere “rassicurato” vista la crescita del prezzo dell’azione di circa il 40% dal collocamento in borsa.
Ferragamo S.p.A precisa altresì che l’azionista di controllo, Ferragamo Finanziaria S.p.A. che detiene il 58.245% , è sottoposto ad un obbligo di lock-up – come ampiamente illustrato nel prospetto informativo-della durata di dodici mesi dal momento della quotazione. Ferragamo precisa altresì di non avere alcuna società in Joint Venture né in Brasile né in Russia ed è quindi ben difficile poter discutere se ricomprare o meno quote in JV che non esistono.
Ferragamo S.p.A. si riserva di valutare qualsiasi azione necessaria a tutela dell’azienda e dei propri azionisti.
REPUBBLICA.IT
Prendiamo atto dei rilievi della società, ma teniamo a precisare che mai si parla di Ferragamo Finanziaria spa, bensì di alcuni membri della famiglia. Ricordiamo che una parte della famiglia Ferrragamo, che complessivamente detiene l'11% del capitale dell'azienda, ha un vincolo di lock up che scade a 180 giorni, quindi a fine anno. Vista la performance del titolo, avrebbe tutti i diritti, e molte buone ragioni, di essere liquidata sul mercato. Infine in Russia e Brasile il gruppo è presente con franchising che a partire dal 2013 potrebbero essere ricomprati.