MILANO - "Noi vogliamo diventare protagonisti sul mercato italiano della bellezza. La crescita del settore è enorme". Parola di Silvano Storer, presidente delle profumerie La Gardenia rilevate dal fondo Bridgepoint, che già controlla i concorrenti Limoni. E proprio per questo Storer, con un passato alla guida del gruppo Marzotto, lascerà la gestione operativa della società per lavorare all'integrazione a monte delle due società: "Lavoreremo sul fronte degli acquisti per avere sempre più forza contrattuale nei confronti dei fornitori. Il nostro obiettivo è arrivare prima della concorrenza sui nuovi prodotti".
Cinque anni fa le catene internazionali avevano il 25% del mercato, oggi controllano il 50% avendo assorbito nel frattempo molti dei piccoli negozi indipendenti. Limoni, Gardenia, Marionnaud, Sephora, Douglas, Rinascente e Coin si dividono la metà di un settore, quello della profumeria, che vale circa 2 miliardi di euro l'anno (7 miliardi se si considera anche tutto il comparto della bellezza). "Entro tre anni questa quota salirà al 60% - spiega il manager -. Gli indipendenti faranno sempre più fatica a competere sui prezzi, mentre noi, grazie all'alleanza Limoni-Gardenia, riusciremo a ridurre ancora i costi".
In Italia ci sono 500 profumerie Limoni e 120 La Gardenia che insieme fatturano 520 milioni di euro (380 la prima, 140 la secondo): "Una massa critica che ci permetterà di aumentere le sinergie sul fronte della gestione del magazzino e nel rapporto con i fornitori. In questo settore - prosegue Storer - avere un prodotto in anteprima è cruciale. Senza dimenticare l'attività promozionale con la nuova campagna pubblicitaria su cui stiamo investendo 7 milioni di euro".
L'obiettivo di Bridgepoint è completare l'integrazione a monte tra le due catene entro l'anno prossimo per recuperare qualche punto di marginalità "da investire nella ricerca di nuovi prodotti e comunicazione, come non abbiamo mai fatto prima". Nel breve termine è prevista l'apertura di 10-15 negozi per arrivare a controllare il 30% del mercato entro i prossimi 5 anni: "La bellezze - conclude Storer - è uno dei settore che meno paga la crisi. Anzi, serve a dimenticare i momenti difficili. Per questo mi auguro una leggera ripresa in vista del Natale".
Cinque anni fa le catene internazionali avevano il 25% del mercato, oggi controllano il 50% avendo assorbito nel frattempo molti dei piccoli negozi indipendenti. Limoni, Gardenia, Marionnaud, Sephora, Douglas, Rinascente e Coin si dividono la metà di un settore, quello della profumeria, che vale circa 2 miliardi di euro l'anno (7 miliardi se si considera anche tutto il comparto della bellezza). "Entro tre anni questa quota salirà al 60% - spiega il manager -. Gli indipendenti faranno sempre più fatica a competere sui prezzi, mentre noi, grazie all'alleanza Limoni-Gardenia, riusciremo a ridurre ancora i costi".
In Italia ci sono 500 profumerie Limoni e 120 La Gardenia che insieme fatturano 520 milioni di euro (380 la prima, 140 la secondo): "Una massa critica che ci permetterà di aumentere le sinergie sul fronte della gestione del magazzino e nel rapporto con i fornitori. In questo settore - prosegue Storer - avere un prodotto in anteprima è cruciale. Senza dimenticare l'attività promozionale con la nuova campagna pubblicitaria su cui stiamo investendo 7 milioni di euro".
L'obiettivo di Bridgepoint è completare l'integrazione a monte tra le due catene entro l'anno prossimo per recuperare qualche punto di marginalità "da investire nella ricerca di nuovi prodotti e comunicazione, come non abbiamo mai fatto prima". Nel breve termine è prevista l'apertura di 10-15 negozi per arrivare a controllare il 30% del mercato entro i prossimi 5 anni: "La bellezze - conclude Storer - è uno dei settore che meno paga la crisi. Anzi, serve a dimenticare i momenti difficili. Per questo mi auguro una leggera ripresa in vista del Natale".