Economia

Zegna ha 245 milioni di liquidità

Anche se il gruppo ha rilevato il 3% di Cucinelli spendendo 17 milioni, resta uno dei più liquidi del made in Italy dopo Giorgio Armani. La scorsa estate aveva provato a comprare Brioni, e chissà che in futuro non riesca a fare un'importante acquisizione. Utili 2011 quasi raddoppiati a 115 milioni

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MILANO - Dopo Giorgio Armani, probabilmente Ermenegildo Zegna è l’imprenditore della moda più liquido del momento. L’azienda di tessuti e abbigliamento di alto di gamma ha chiuso il 2011 con risultati record, tra cui una posizione finanziaria netta positiva per 245 milioni. Lo scorso anno il gruppo ha registrato 1.127 milioni di ricavi (+17%), 233 milioni di mol (+66%) e utili quasi raddoppiati a 115,1 milioni. Forte di questi risultati, anche se la marginalità è inferiore rispetto ai suoi concorrenti del lusso (il rapporto tra mol e ricavi è fermo al 20,7%), la società ha deciso di distribuire un bonus di mille euro ai suoi settemila dipendenti. Zegna ha anche cooptato nel suo consiglio Jong Ulrich, presidente della divisione cinese di Jp Morgan. L’Asia è uno dei mercati di riferimento del gruppo: il 90% del fatturato di Zegna viene realizzato fuori dall’Italia e l’Asia rappresenta la meta (e la metà) del totale delle sue esportazioni.

Cosa intenda fare l'imprenditore per il futuro della sua azienda  e di tutta la liquidità che ha in cassa, ancora non si sa. Il gruppo si è sempre avvalso di improntati consulenti, tra cui Domenico De Sole e ora Ulrich, ma non sembra incline a quotarsi in Borsa né in procinto di fare importanti acquisizioni. O meglio, aveva provato a comprare Brioni, ma poi si è fatto sfuggire l’affare che è andato ai francesi di Ppr. Intanto Gildo Zegna si può consolare con il 3% che ha rilevato in collocamento di Brunello Cucinelli, società di cui è sia fornitore, che rivale. Tuttavia l'investimento in Cucinelli è di natura finanziaria e ammonta a 17 milioni, una cifra pari appena al 7% della liquidità che il gruppo aveva a fine dicembre.