Hermes, uno dei marchi più raffinati nel mondo del lusso, talmente esclusivo da proporsi di "limitare l'espansione dei propri negozi, per evitare la banalizzazione del brand", come ha dichiarato oggi il numero uno del gruppo, Patrick Thomas durante la presentazione dei risultati semestrali, ha concluso i primi sei mesi dell'anno con una crescita del fatturato del 21,9% (15,4% a cambi costanti) a fronte di un aumento del 22% del risultato operativo (a 510 milioni di euro) e un utile netto in crescita del 15,2%, a 335,1 milioni di euro. I risultati, che battono le stime degli analisti, hanno portato il gruppo a rivedere al rialzo il target delle vendite stimate per l'intero anno - dal 10% in più rispetto al 2011, annunciato in precedenza, al più 12% attuale - mentre arrivano conferme sul fronte del margine operativo rispetto al fatturato, che dovrebbe collocarsi nell'intervallo tra il risultato conseguito nel 2010 e quello record assoluto riportato nel 2011; dunque, un margine compreso tra il 27,8% e il 31,2% (nel primo semestre si è posizionato a 32,1%). La maison francese, in cui Lvmh ha una partecipazione del 22,3%, ha registrato una crescita del 25% del giro d'affari nell'area asiatica ex Giappone, mentre cresce del 10% in Francia e del 21% nel resto dell'Europa. Presentando i dati, Thomas ha aggiunto che le vendite nel periodo luglio-agosto sono state "in linea" con il primo semestre, mentre ha detto di aspettarsi che sull'intero anno l'aumento delle materie prime incida sul margine operativo.
Hermes cresce ancora
e alza i target per il 2012
di VITTORIA PULEDDA
Nel semestre il fatturato è salito del 21,9%, mentre l'utile netto si è attestato a 335,1 milioni (+15,2%) battendo le stime degli analisti. Per l'intero anno il gruppo ha migliorato le previsioni sulla crescita del giro d'affari: più 12% rispetto all'anno prima