Economia

Lusso, i cinque gruppi
che faranno meglio

Secondo un report di Credit Suisse le prospettive a breve termine sono più caute del passato ma nel medio periodo ci sono almeno quattro ragioni per continuare a crescere. I gruppi che hanno le carte in ordine per far meglio degli altri

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Una settimana dopo il report del Crédit Suisse sulla (poca) crescita della ricchezza mondiale, gli analisti della banca svizzera hanno tratto le conclusioni implicite per il settore del lusso: a breve termine lo scenario è positivo ma non esaltante. Ma allungando lo sguardo un pochino più al medio periodo, non prima della seconda metà del 2013, le cose cambiano. La prima ragione è la crescita - che riprenderà a marciare a tassi sostenuti - della ricchezza nei paesi emergenti, che già ora contano per il 50% delle vendite dei marchi di lusso.

A livello di singoli paesi, quelli meglio posizionati sono - Cina a parte, ovviamente - Indonesia, Messico, India e Brasile. Tuttavia i grandi marchi del lusso europeo hanno buone chance di crescere anche negli Stati Uniti: l'America infatti è il singolo maggior paese del mondo per consumi nel settore del lusso, eccezion fatta per gli orologi, ma relativamente parlando i beni di alta gamma del Vecchio continente hanno ancora una bassa penetrazione e dunque esistono ampi spazi di crescita. Infine, lo studio del Crédit Suisse cita il caso dello champagne (in cui Lvmh è fortissimo) che ha una penetrazione ancora molto bassa nei mercati emergenti: basti pensare che meno del 3% della produzione di bottiglie di bollicine di Lvmh prende la strada della Cina, per capire il potenziale di crescita quando ci sarà la ragionevole evoluzione dei consumi di lusso.

E non a caso è proprio Lvmh una delle cinque azioni preferite nello stock picking del Crédit Suisse, per il buon mix di prodotti e la diversificazione geografica. Anche la Swatch è ben posizionata, in particolare nel breve periodo, grazie a prodotti non troppo impegnativi in termini di prezzo, meglio posizionati sui mercati asiatici in una prospettiva di rallentamento della crescita cinese. E ancora, Burberry, che dopo il bagno in Borsa in seguito al profit warning ora ha buone possibilità di guadagni futuri, mentre Ralph Lauren sta vincendo la sua sfida di riposizionarsi come marchio del lusso e dovrebbe avere buone potenzialità di crescita sia in Asia sia in Europa. Infine Coach, tra i principali gruppi negli Usa e probabilmente il primo negli accessori. Secondo il Crédit Suisse continua ad essere uno dei meglio posizionati in America ma sulla carta potrebbe aumentare di un miliardo di dollari le vendite in Asia nei prossimi cinque anni.