Economia

Safilo supera Armani
ma perde Vedovotto

I risultati del semestre chiusi con ricavi a 598 milioni, mostrano come il gruppo di occhiali abbia compensato l'uscita di una delle sue licenze di punta grazie alla crescita dei marchi propri come Carrera e la neo acquisita Polaroid. Ma ora che l'azienda di Padova è stata risanata perde l'amministratore delegato. Dubbi sulle strategie future

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MILANO - Safilo chiude il primo semestre con risultati positivi, nonostante la perdità di Armani licenza che nel 2011-2012 rappresentava circa il 15% dei suoi ricavi. Anzi il gruppo di Padova sembra non aver notato la mancanza di uno dei suoi marchi di punta, dato che le vendite del primo semestre sono state pari a 598,4 milioni di euro, in leggera contrazione rispetto al primo semestre 2012 anche per effetto del generale rafforzamento dell'euro sulle principali valute internazionali (-1,2% a cambi costanti). Merito dell’acquisizione di Polaroid e dei buoni risultati della controllata Carrera, piuttosto che della crescita di licenze come Dior, Gucci e Hugo Boss che hanno compensato la mancanza degli occhiali dello stilista italiano, tornato a produrre i suoi occhiali con Luxottica.

L’altro lato positivo è quello della posizione finanziaria netta scesa a 170 milioni (200 milioni a fine dicembre), dopo aver rimborsato a maggio il bond che è stato fonte di tutti i guai dell’azienda, e che nel 2009 aveva messo in crisi il risanamento del gruppo. E così il rapproto tra debiti e margine lordo di Safilo scende a 1,7 volte e porta il gruppo di Padova ad avere una solidaità finanziaria eccellente, come mai non era successo dai tempi dell’Ipo. L'utile senza contare gli oneri non ricorrenti registrati nel secondo trimestre 2013, sarebbe stato di 25,6 milioni, con crescita del 18,9%. "Sono molto fiero della performance di Safilo - ha commentato l'ad Roberto Vedovotto - anche perché questo è uno dei semestri più difficili nella storia del Gruppo in considerazione dell'impatto della chiusura delle licenze Armani". Peccato che il numero uno della società, lo stesso che aveva quotato Safilo e trattato con il fondo Hal per risanare l’azienda, da ottobre lascerà la guida della società.