Spingere sui negozi a gestione diretta fa bene ai ricavi, ma ci vorrà tempo perché il costo di avviamento dei punti vendita venga ammortizzato traducendosi in maggiori margini e così la semestrale di Piquadro finisce a due velocità: bene le vendite e meno bene la redditività. Nel primo semestre dell’anno fiscale che termina con il 31 marzo, l’azienda di Marco Palmieri ha registrato un fatturato in aumento del 9,1% a 29,89 milioni. I conti sono invece andati giù del -9,8% per il margine lordo, sceso a 4,6 milioni con un incidenza del 15,3% sul fatturato (era il 18,5 lo scorso anno).
Il risultato operativo della società sepcializzata nella valigeria e nelle borse da viaggio è invece diminuito del 10,5% a 3,4 milioni mentre l’utile netto è sceso del 18,9% a 1,97 milioni. E i maggiori investimenti nei negozi (2 milioni nel periodo) si sono fatti sentire anche sull’indebitamento, che a fine settembre era salito a 14,3 milioni, anche di conseguenza a 6 milioni di capitale circolante in più.
Resta che anche la restante parte dell’anno vedrà ricavi crescere e profitti diminuire, a causa delle aperture delle boutiques monomarca come quelle di Parigi, Venezia, Firenze, Forte dei Marmi, Torino e Pechino, alle quali a breve dovrebbe aggiungersi quella di Londra. Ma per Piquadro si tratta anche di un passaggio obbligato per la crescita e l’internazionalizzazione del brand.
Il risultato operativo della società sepcializzata nella valigeria e nelle borse da viaggio è invece diminuito del 10,5% a 3,4 milioni mentre l’utile netto è sceso del 18,9% a 1,97 milioni. E i maggiori investimenti nei negozi (2 milioni nel periodo) si sono fatti sentire anche sull’indebitamento, che a fine settembre era salito a 14,3 milioni, anche di conseguenza a 6 milioni di capitale circolante in più.
Resta che anche la restante parte dell’anno vedrà ricavi crescere e profitti diminuire, a causa delle aperture delle boutiques monomarca come quelle di Parigi, Venezia, Firenze, Forte dei Marmi, Torino e Pechino, alle quali a breve dovrebbe aggiungersi quella di Londra. Ma per Piquadro si tratta anche di un passaggio obbligato per la crescita e l’internazionalizzazione del brand.