Economia

Fashion&Design:
la svolta è vicina

In un report di Intesa Sanpaolo sul settore s'individua l'inizio della ripresa del fatturato, anche se la domanda interna resta un elemento critico. Largo alle startup: premiate otto aziende dinamiche del comparto, ecco le loro idee

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MILANO - Il settore del Fashion&Design italiano ha perso peso con la crisi nel panorama nazionale, ma è ormai prossimo al punto di rimbalzo. Lo pensa Intesa Sanpaolo, che ha affrontato il settore attraverso uno studio di Stefania Trenti, del servizio studi e ricerche. In un panorama di debole ripresa per l'economia tricolore, che si dovrebbe rafforzare nel 2015, il peso del Fashion&Design sul manifatturiero è risultato in calo in Italia del 6 per cento nel decennio partito nel 2002. Peggio ha fatto solo in Spagna, mentre a tenuto meglio in Germania e Francia.

L'Italia ha però ancora alcuni punti di forza importanti, come un saldo commerciale ampiamente positivo che gli altri grandi Paesi Ue non hanno mai centrato, o ancora una solidità della filiera dimostrata dal numero di imprese capofila che giudica alta la stabilità del rapporto con i fornitori o i terzisti. Dopo due anni di profonda recessione, come mostra la tabella di sotto la svolta è vicina: l'evoluzione del fatturato - a prezzi costanti - è vista tornare in attivo nel 2014, anche se a un ritmo inferiore rispetto al manifatturiero in genere. A condizionare la vigoria della ripresa è la domanda interna, che è scesa a livelli minimi.



I dati sono stati presentati in occasione di un evento, la StartUp Initiative Fashion & Design, che ha visto la premiazione di alcune giovani aziende, all'Istituto Europeo di Design di Milano Sono otto start up della moda, delle lusso e del design che hanno incontrato oltre 120 tra aziende, investitori, nazionali e internazionali e istituzioni. Le società arrivate all'incontro con gli investitori sono state selezionate perché portatrici di soluzioni tecnologiche dirompenti, selezionate secondo l'applicabilità industriale delle tecnologie: dal tessile alle applicazioni web e mobile, dagli accessori al marketing digitale e alla distribuzione, dal design industriale e di interni all'arredamento e all'illuminotecnica. Eccone l'elenco:

Ginkgo (Milano): produce un innovativo ombrello compatto, riprogettato da zero interamente realizzato in un materiale plastico, riciclabile al 100%.
iXOOST srl (Modena): realizza dock station audio per dispositivi Apple (iPhone o iPod) in cui la camera acustica attiva è uno scarico di un'auto da corsa F1 originale.
Jaqard (Verona): applicazione "Q&A" in crowdsourcing per consigli sulla moda: si può fare una domanda postando una foto (es: "Cosa abbinare con il mio vestito nuovo?") o rispondere pubblicando foto di oggetti scelti dai migliori negozi di tutto il mondo.
Makoo (Roma): è la prima web-app che permette di materializzare di creare un gioiello unico semplicemente utilizzando la voce dell'utente e la stampante 3D.
Re-Bello (Bolzano): giovane realtà della moda italiana che punta sulla continua introduzione di nuovi tessuti tutti strettamente eco-sostenibili (fibre di eucalipto, bamboo e cotone organico).
Smartlux (Londra): è sistema di controllo per illuminazione semplice e innovativo; in ogni apparecchio si ritrova una diffusione intelligente, connessione in rete e un avanzato sistema di rilevazione.
Wowcracy (Londra): è la piattaforma di "pre-commerce" dedicata alla moda; consente ai marchi di moda e agli stilisti di presentare i loro nuovi prodotti o collezioni, creare un'offerta di pre-vendita e testare la ricettività del mercato.
XYZE Srl (Treviso): è una nuova tecnologia per la moda che collega le misure del corpo con i vestiti che si desidera acquistare, fornendo la taglia corretta.