Economia

Aeffe migliora i conti, ritrova l'utile e punta alla svolta nel 2015

La ristrutturazione del portafoglio dei marchi prodotti, insieme alla razionalizzazione dei costi e della distribuzione in Giappone ha già dati i suoi risultati, con il ritorno all'utile nel semestre. Ma il 2014 resta un "anno di cerniera: i veri frutti li raccoglieremo nel 2015" dice il dg Tassinari

1 minuti di lettura
Segnali di ottimismo per Aeffe. Il gruppo che prende il nome dalla stilista Alberta Ferretti infatti ha chiuso il semestre con il segno più, ritrovando l'utile anche se per un valore poco più che simbolico (150 mila euro). Ma per una società che soffre da tempo (e che nel primo semestre 2013 aveva chiuso in rosso per 3,7 milioni) il cambiamento di passo è sensibile. E in futuro dovrebbe andare anche meglio: come ha confermato lo stesso top management, attraverso le dichiarazioni del direttore generale Marcello Tassinari, "Il 2014 è un anno di cerniera; i veri frutti delle azioni e delle ristrutturazioni che abbiamo fatto li raccoglieremeno l'anno prossimo".

Per ora, il fatturato della prima parte del 2014 è calato dell'1,5%, a quota 121,1 milioni, ma sono aumentate le vendite in Italia (per quanto di un modesto +0,3%) mentre più massiccio è stato il miglioramento del giro d'affari per quanto rigurarda l'Europa. Il Giappone ha fatto segnare invece un tracollo, con un meno 68,2%, ma proprio la strategia nel Sol levante viene considerata dagli analisti una delle chiavi del miglioramento che ci si aspetta in futuro: il gruppo infatti ha venduto i suoi negozi retail in Giappone (da qui il calo di fatturato) ed ora si affida solo al wholesale (la distribuzione attraverso rivenditori terzi) considerata una formula più adatta per Aeffe, viste le dimensioni non enormi del gruppo, che dovrebbe garantire minori rischi e maggiori margini di guadagni.

Nei primi sei mesi l'Ebitda si è attestato a quota 12,5 milioni rispetto ai 7,3 di un anno fa, mentre l'indebitamento finanziario netto è sceso a 89,9 milioni rispetto ai 97 del 30 giugno 2013. Le speranze di ripresa del gruppo sono riposte nel cambio del portafoglio marchi in licenza, ormai completato, nella rivisitazione della struttura dei costi e nella riorganizzazione della rete (vedi Giappone). A questo punto, le aspettative sono per una seconda parte dell'anno ancora in miglioramento anche se con un bilancio non strabiliante: "Siamo ottimisti che l'andamento dei risultati semestrali venga mantenuto per l'intero esercizio, ha dichiarato ancora Tassinari. Una speranza condivisa dall'ad del gruppo: "Siamo fiduciosi - ha detto Massimo Ferretti - anche alla luce del portafoglio ordini delle collezioni Autuno/inverno 2014-2015, che registra un incremento del 10% rispetto allo scorso anno".

Puntando appunto a raccogliere i frutti maggiori nel prossimo esercizio, se le premesse verranno confermate (per gli analisti di Mediobanca il titolo è outperform, con un target price di 2 euro). Anche attraverso una costante ma cauta politica di apertura di nuovi punti vendita (3-4 negozi l'anno) che già nella seconda parte del 2014 vedrà l'inaugurazione di un punto vendita a Parigi (già operativo da qualche giorno) e una nuova boutique Moschino a Los Angeles.