Stavolta il matrimonio di interesse è stato consumato nei tempi immaginati: si era parlato di una scadenza ipotetica prima di settembre e così è stato per l'ingresso del fondo di private equity Clessidra nel capitale di Harmont&Blaine. Il marchio del bassotto, che recentemente si sta diversificando in tutta la gamma dell'abbigliamento maschile (e non solo la camicia classica e le magliette) e anche nella moda femminile, ha aperto infatti il capitale dell'azienda familiare alla sgr guidata da Claudio Sposito. La quota del 35% proviene in larga misura da un aumento di capitale, proprio perché l'obiettivo è di puntare alla crescita e allo sviluppo del marchio. Tuttavia una quota minoritaria che per ora non è stata resa nota - comunque inferiore al 10% - dovrebbe essere stata venduta dagli azionisti (Menniti e Montefusco).
Il closing dell'operazione è previsto in autunno e in quella data probabilmente si conoscerà anche il prezzo finale della transazione, che comunque dovrebbe essere compresa tra i 40 e i 50 milioni. Harmont&Blaine è stata assistita dall'advisor finanziario Ubs corporate advisory group e dall'advisor legale Bonelli Erede Pappalardo, mentre Clessidra si è rivolta a Deloitte, Boston Consulting e allo Studio Pavesi Gitti Verzoni.
"Abbiamo individuato in Clessidra un partner che ha condiviso la strategia comune di sviluppo per l'azienda", ha spiegato in una nota Domenico Menniti, presidente e patron del gruppo. Il marchio del bassotto attualmente conta su 70 boutique monamarca all'estero e 69 in Italia. Ha chiuso il 2013 con un fatturato pari a 71 milioni di euro e punta ad una crescita significativa nel triennio, con un obiettivo di un giro d'affari intorno ai 200 milioni. I piani dell'azienda, aveva spiegato Menniti in occasione della presentazione della collezione 2014-2015, sono di sbarcare in Borsa entro il 2017 (al massimo nel 2018), con una quotazione al segmento Star di Piazza Affari.
Il closing dell'operazione è previsto in autunno e in quella data probabilmente si conoscerà anche il prezzo finale della transazione, che comunque dovrebbe essere compresa tra i 40 e i 50 milioni. Harmont&Blaine è stata assistita dall'advisor finanziario Ubs corporate advisory group e dall'advisor legale Bonelli Erede Pappalardo, mentre Clessidra si è rivolta a Deloitte, Boston Consulting e allo Studio Pavesi Gitti Verzoni.
"Abbiamo individuato in Clessidra un partner che ha condiviso la strategia comune di sviluppo per l'azienda", ha spiegato in una nota Domenico Menniti, presidente e patron del gruppo. Il marchio del bassotto attualmente conta su 70 boutique monamarca all'estero e 69 in Italia. Ha chiuso il 2013 con un fatturato pari a 71 milioni di euro e punta ad una crescita significativa nel triennio, con un obiettivo di un giro d'affari intorno ai 200 milioni. I piani dell'azienda, aveva spiegato Menniti in occasione della presentazione della collezione 2014-2015, sono di sbarcare in Borsa entro il 2017 (al massimo nel 2018), con una quotazione al segmento Star di Piazza Affari.