Economia

Prada investe nell'industria francese delle pelli

Il polo del lusso milanese, insieme a un suo importante fornitore toscano di pellami, rileva lo storico stabilimento vicino a Limoges dove si tratta la pelle di agnello, chiuso oltre un anno fa per colpa della crisi

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Prada investe su un pezzo storico della lavorazione della pelle di agnello e, anche se la cifra dell’operazione è di quelle che bastano a rifare i mobili di una delle boutique del gruppo milanese, l'acquisizione ha un suo significato. Il gruppo guidato da Patrizio Bertelli ha infatti rilevato il controllo della storica conceria Tannerie Mègisserie Hervy a Isle, nei pressi di Limoges, che era stato uno dei fornitori di alta gamma della maison. L'azienda transalpina, però, da oltre un anno aveva chiuso i battenti, perché il calo del mercato l'aveva costretta a cessare la produzione.

L'acquisizione è stata realizzata da Prada in joint-venture con la conceria Superior di Santa Croce, da tempo partner industriale del gruppo e che coadiuverà l'azienda del lusso per seguire i processi più tecnici dell’operazione.

Per Prada, che realizza due terzi del suo fatturato grazie alla vendita di articoli in pelle, si tratta di un'operazione simile a quella fatta da Gucci con Richard Ginori a Firenze, con la differenza che il marchio controllato da Kering, pur avendo un forte legame con il territorio, non ha mai avuto un'eredità nelle porcellane.

"Siamo soddisfatti di questa acquisizione - ha commentato Patrizio Bertelli, amministrato delegato di Prada -. Si tratta di una conceria altamente qualificata e di grande tradizione. Siamo anche grati al ministero francese dell'Economia e delle finanze e dell'industria, che ci ha consentito di realizzare quest’operazione".

La nuova società, di cui Prada detiene il controllo, sarà denominata Tannerie Limoges Sas. Nell'ambito del progetto che punta a recuperare un expertise di eccellenza molto specifica nella lavorazione della pelle di agnello, e in particolare delle nappe “plonge”, il polo del lusso vuole anche recuperare il sito industriale storico, come sta facendo a Northampton in Inghilterra con la sede di Church's.

Per questo motivo, le qualificate maestranze locali verranno re-impiegate e verrà realizzato un recupero conservativo del sito produttivo, attivo da oltre settant'anni nel settore. Da segnalare infine, che da Hermes a Gucci a Louis Vuitton, negli ultimi anni tanti grandi marchi del lusso mondiale hanno progressivamente investito per rilevare il controllo di alcuni ex fornitori di alta gamma, che nonostante realizzassero lavorazioni artigianali esclusive per clienti altrettanto importanti, comunque non sono riusciti a superare il peso di una crisi che va avanti a singhiozzi dal lontano 2007.