Frenata dei tessuti italiani. Nonostante sia al top per qualità e design, il settore ha presentato nel primo semestre dell'anno un calo del 4,1% della produzione industriale, invertendo un andamento positivo che andava avanti da sette trimestri consecutivi. Il bilancio è stato reso noto dal centro studi di Sistema Moda Italia, in occasione di "Milano Unica", il salone italiano del tessile di qualità che resterà aperto fino al 10 settembre: una vetrina che vede 404 espositori, di cui 71 esteri.
Il settore dei tessuti, che rappresenta il 15% della filiera italiana del TessileModa, ha visto scendere del 2,3% anche le esportazioni relative al periodo gennaio-maggio, anche se il saldo commerciale è rimasto stabile a 822 milioni di euro. Non tutti però hanno visto una contrazione: nei primi cinque mesi dell'anno l'export dei tessuti di lana pettinata è cresciuto del 4,9% e quello di lana cardata dell'8,4%; bene anche il lino (+1,7%) mentre maglia, cotone e seta hanno tutti il segno meno.
A livello geografico, il tessile (che nel 2014 aveva esportato il 55,1% del fatturato) ha accusato una flessione delle vendite nei paesi dell'Unione Europa pari al 4,9%, con un picco negativo in Germania (-8,3%). Molto male anche la Tunisia (-28%) mentre Usa e Cina hanno registrato incrementi a due cifre.
Il settore dei tessuti, che rappresenta il 15% della filiera italiana del TessileModa, ha visto scendere del 2,3% anche le esportazioni relative al periodo gennaio-maggio, anche se il saldo commerciale è rimasto stabile a 822 milioni di euro. Non tutti però hanno visto una contrazione: nei primi cinque mesi dell'anno l'export dei tessuti di lana pettinata è cresciuto del 4,9% e quello di lana cardata dell'8,4%; bene anche il lino (+1,7%) mentre maglia, cotone e seta hanno tutti il segno meno.
A livello geografico, il tessile (che nel 2014 aveva esportato il 55,1% del fatturato) ha accusato una flessione delle vendite nei paesi dell'Unione Europa pari al 4,9%, con un picco negativo in Germania (-8,3%). Molto male anche la Tunisia (-28%) mentre Usa e Cina hanno registrato incrementi a due cifre.