Economia

Burberry sceglie Gobbetti per il rilancio

Il manager italiano chiamato a risollevare la debole performance finanziaria del gruppo britannico: sarà responsabile dele attività commerciali, operative e finanziarie

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MILANO - Burberry ha nominato l'italiano Marco Gobbetti amministratore delegato della società, al posto di Christopher Bailey che diventerà presidente e rimarà direttore creativo. Il manager viene dal brand del lusso, Céline. Gobbetti sarà responsabile di tutte le attività commerciali, operative e finanziarie dell'azienda, si dettaglia in una nota.

Burberry's era sotto la lente della comunità finanziaria per il doppio ruolo attribuito a Baily di direttore creativo e anche di amministratore delegato. Quest'ultimo ruolo era stato assunto dallo stilista dopo le dimissioni di Angela Ahrendts, che invece ha raggiunto il gruppo Apple. Bailey, però, si è visto taglaire il proprio stipendio lo scorso giugno, dopo il disappunto provocato dallo scivolone delle azioni (hanno perso il 38% in un anno).

Gobbetti prenderà le redini di Burberry's dal 2017. Ad arricchire il team esecutivo anche Julie Brown, oggi cfo di Smith and Nephew, che sarà il nuovo chief operating e financial officer. Nell'esercizio 2015-2016 (terminato a marzo) Bailey aveva preso una retribuzione di 1,9 milioni di sterline (circa 2,4 milioni di euro), ovvero il 75% in meno dei 7,5 milioni dell'anno precedente.

La società di moda di oltremanica ha chiuso l'esercizio fiscale con ricavi in calo dell'1% a 2,51 miliardi di sterline e profitti in ribasso di quasi l'8% a 309,5 milioni di sterline (da 430 a 396 milioni di euro), a fronte di utili pre-tasse in discesa da 455,8 a 420,6 milioni. Il brand ha risentito soprattutto del calo del turismo in Europa e del rallentamento della domanda a Hong Kong e Macao, solo parzialmente compensati dalla crescita in Giappone, Corea e dalla stabilità del mercato americano.

Il mercato sembra apprezzare la nuova tornata di nomine, con le azioni in forte rialzo lunedì in una sorta di scommessa sulla capacità del manager italiano che è cresciuto in Givenchy, Moschino e Bottega Veneta.