Economia

Hugo Boss, il piano per far ripartire il gruppo

I risultati deboli del secondo trimestre sono stati accompagnati dall'annuncio del taglio di una ventina di negozi nel mondo e da una diversa strategia di distribuzione negli Stati Uniti. Rivisti al ribasso anche gli obiettivi per l'intero bilancio 2016 mentre a partire dal prossimo anno il quadro dovrebbe migliorare

1 minuti di lettura
MILANO - Ancora un trimestre difficile per Hugo Boss. Il gruppo tedesco, ma che vede come primo azionista la famiglia Marzotto attraverso Zignago Holding (con una quota del 10,13%) ha archiviato infatti il secondo trimestre con un calo del fatturato dell'1% (sterilizzando l'effetto cambio) e soprattutto con una caduta verticale dell'utile netto, sceso a 11 milioni (-84% rispetto ad un anno fa). Tuttavia proprio questo secondo dato, legato ad alcune misure straordinarie prese dalla società per migliorare la gestione del gruppo, fa ben sperare in prospettiva, tanto che la reazione in Borsa è stata la salita del titolo (anche grazie al fatto che gli analisti avevano preventivato un quadro peggiore).

La svolta non sarà dietro l'angolo, tanto che per l'intero 2016 il gruppo ha tagliato drasticamente le previsioni di bilancio: è stato appena annunciato un calo del fatturato fino al 3% e una riduzione dell'Ebitda (il margine operativo lordo) compresa tra il 17 e il 23% (mentre in precedenza era stata stimata una riduzione nell'ordine della doppia cifra, ma nella parte bassa della scala). Ma ormai scontate le brutte notizie (l'azione in Borsa a Francoforte ha perso oltre il 50% dall'inizio dell'anno) ora si guarda al futuro e si confida nella guida del neo amministratore delegato Mark Langer.

La prima mossa, appena annunciata, sarà la chiusura di una ventina di negozi nel mondo, dopo la sforbiciata già nota in Cina. Inoltre verrà messo mano al modello di distribuzione negli Stati Uniti, dove il fatturato langue, puntando soprattutto sulla fascia alta delle linee produttive. Gli effetti positivi della riduzione della rete di vendita sono previti a partire dal 2017.