Burberry ancora in affanno, occhi puntati su Gobbetti
Vittoria Puledda , di VITTORIA PULEDDAIl nuovo amministratore delegato ha annunciato una strategia pluriennale. Nel prossimo paio di mesi intanto annuncerà il nuovo direttore creativo: una mossa indispensabile, dopo che anche l'ultimo trimestre ha fatto segnare un calo del fatturato del 2%
MILANO - Ancora nessuna schiarita su Burberry. Il marchio iconico degli impermeabili di lusso da tempo ha una stella un po' appannata e per risollevarne le sorti è stato chiamato l'italiano Marco Gobbetti, giunto da pochi mesi al comando. Da allora ha tracciato un piano d'azione molto chiaro: riposizionamento del marchio verso l'alto (come stanno cercando di fare molti di recente) revisione dei canali distributivi e taglio dei costi (60 milioni di sterline attese per il 2018).
"Stiamo gettando basi solide e siamo concentrati sul piano pluriennale che posizionerà Burberry nel segmento lusso e genererà valore nel lungo termine”, ha dichiarato ieri Gobbetti. Ma si tratta appunto di una strategia di lungo periodo e nel frattempo il gruppo continua a soffrire. I dati relativi al terzo trimestre dell'anno fiscale - chiuso al 31 dicembre scorso - segnano ancora un calo del fatturato del 2% rispetto all'anno prima, a 719 milioni di ster…
"Stiamo gettando basi solide e siamo concentrati sul piano pluriennale che posizionerà Burberry nel segmento lusso e genererà valore nel lungo termine”, ha dichiarato ieri Gobbetti. Ma si tratta appunto di una strategia di lungo periodo e nel frattempo il gruppo continua a soffrire. I dati relativi al terzo trimestre dell'anno fiscale - chiuso al 31 dicembre scorso - segnano ancora un calo del fatturato del 2% rispetto all'anno prima, a 719 milioni di ster…
MILANO - Ancora nessuna schiarita su Burberry. Il marchio iconico degli impermeabili di lusso da tempo ha una stella un po' appannata e per risollevarne le sorti è stato chiamato l'italiano Marco Gobbetti, giunto da pochi mesi al comando. Da allora ha tracciato un piano d'azione molto chiaro: riposizionamento del marchio verso l'alto (come stanno cercando di fare molti di recente) revisione dei canali distributivi e taglio dei costi (60 milioni di sterline attese per il 2018).
"Stiamo gettando basi solide e siamo concentrati sul piano pluriennale che posizionerà Burberry nel segmento lusso e genererà valore nel lungo termine”, ha dichiarato ieri Gobbetti. Ma si tratta appunto di una strategia di lungo periodo e nel frattempo il gruppo continua a soffrire. I dati relativi al terzo trimestre dell'anno fiscale - chiuso al 31 dicembre scorso - segnano ancora un calo del fatturato del 2% rispetto all'anno prima, a 719 milioni di sterline, mentre a parità di perimetro, considerando solo i negozi esistenti anche un anno fa, le vendite segnano un rialzo del 2%, la metà di quanto era stato ipotizzato dal consensus raccolta da Bloomberg.
A questo punto bisognerà aspettare i frutti della strategia impostata da Gobbetti. Proveniente da Céline (Lvmh), il manager ha cominciato a lavorare nel gruppo inglese solo da luglio scorso. Per questo c'è grande attesa per la sua prossima mossa: la nomina del direttore creativo, al posto del dimissionario Christopher Bailey (che lascerà a fine marzo). Tra i candidati ci sono Pheobe Philo, che ha appena lasciato dopo dieci anni a sua volta Celine, e Kim Jones, appena uscito da Vuitton uomo.
"Stiamo gettando basi solide e siamo concentrati sul piano pluriennale che posizionerà Burberry nel segmento lusso e genererà valore nel lungo termine”, ha dichiarato ieri Gobbetti. Ma si tratta appunto di una strategia di lungo periodo e nel frattempo il gruppo continua a soffrire. I dati relativi al terzo trimestre dell'anno fiscale - chiuso al 31 dicembre scorso - segnano ancora un calo del fatturato del 2% rispetto all'anno prima, a 719 milioni di sterline, mentre a parità di perimetro, considerando solo i negozi esistenti anche un anno fa, le vendite segnano un rialzo del 2%, la metà di quanto era stato ipotizzato dal consensus raccolta da Bloomberg.
A questo punto bisognerà aspettare i frutti della strategia impostata da Gobbetti. Proveniente da Céline (Lvmh), il manager ha cominciato a lavorare nel gruppo inglese solo da luglio scorso. Per questo c'è grande attesa per la sua prossima mossa: la nomina del direttore creativo, al posto del dimissionario Christopher Bailey (che lascerà a fine marzo). Tra i candidati ci sono Pheobe Philo, che ha appena lasciato dopo dieci anni a sua volta Celine, e Kim Jones, appena uscito da Vuitton uomo.