Economia

Harmont&Blaine, il brand del bassotto corre con i conti

Fatturato in rialzo del 6% e forte espansione all'estero, mentre prende il via la campagna di Pasqua. Il gruppo punta ad aprire 27 negozi in Cina nell'arco di cinque anni

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MILANO - Harmont&Blaine continua la sua lenta marcia per raggiungere l'obiettivo di quota 100 (milioni) di fatturato e dà il via alla campagna marketing per Pasqua, con una caccia all'uovo nei propri negozi (che echeggia la tradizione inglese dell'"Easter egg hunt").  Il 2017 si è chiuso con una crescita del 6% del giro d'affari, che ha raggiunto gli 86 milioni. Che sarebbero già da ora oltre i 100 se si aggiungessero gli apporti della parte calzature e bambino, i due marchi dati in licenza.

Limitandosi invece alla parte "core" dell'abbigliamento - per la quasi totalità uomo - i numeri mostrano anche una crescita a doppia cifra dell'Ebitda e un utile netto "con numeri proporzionalmente ancora migliori", si legge in una nota del gruppo che tuttavia non ha reso noti questi ultimi dati. La società, fondata da quattro fratelli napoletani, dal 2014 ha aperto il capitale al fondo Clessidra, che ha il 40% del brand del bassotto. Nell'orizzonte del gruppo continua ad esserci anche la quotazione in Borsa - annunciata a suo tempo in un arco di 3-5 anni - ma per il momento resta un obiettivo di non breve termine. Dunque, per ora non se ne parla.

Continua, nel frattempo, la strategia di espansione all'estero. Nel piano quinquennale varato lo scorso anno sono previsti 27 punti vendita in Cina, di cui quattro già realizzati, mentre in Spagna sono stati aperti 8 corner all'interno dei grandi magazzini di lusso El Corte Englés e altri 7 saranno aperti entro l'anno. Nel 2017 il giro d'affari della rete wholesale all'estero è cresciuta del 20%.