Economia

H&M, ingolfo logistico e trimestre difficile

Utili in calo del 21%, la logistica complica il rilancio del colosso svedese della moda a prezzi contenuti

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La logistica ingolfa i conti di H&M, che segna ancora un trimestre finanziariamente difficile e delude le attese degli analisti. Il gruppo svedese del pret-a-porter Hennes e Mauritz (H&M) ha annunciato un calo dell'utile netto del 21% nel secondo periodo dell'anno fiscale 2018, caratterizzato da maggiori scorte e minori vendite in alcuni mercati chiave.

Da marzo a maggio, l'utile netto è stato di 4,6 miliardi di corone (446 milioni di euro), gravato dalla trasformazione della catena logistica.

Gli utili ante imposte sono scesi del 22% a 6,01 miliardi di corone, mentre gli analisti del consensus Bloomberg fissavano l'asticella a 6,28. "Il primo semestre dell'anno è stato in qualche modo più complesso di quel che pensavamo inizialmente, ma crediamo che ci sia un graduale miglioramento e che vedremo un secondo semestre più forte", ha detto il ceo Karl-Johan Persson nella nota di accompagnamento ai risultati.

Il fatturato è aumentato dell'1,5% a 60,4 miliardi di corone, grazie alle vendite dinamiche nell'Europa settentrionale e orientale.

Restano sullo sfondo le difficoltà di H&M di adattarsi al nuovo panorama degli acquisti in digitale. I dati delle vendite mostrano che nel secondo trimestre sono state piatte a valute locali, nonostante l'aggiunta di oltre 300 negozi nei 12 mesi che sono terminati a maggio.