MILANO - Numeri in calo per Luxottica nel secondo trimestre dell'anno. La società degli occhiali, in attesa del via libera definitivo dei regolatori alle nozze con Essilor, ha chiuso il secondo trimestre con un fatturato a 2.417 milioni di euro, in crescita dell'1,4% solo considerando i cambi costanti. A cambi correnti, infatti, il fatturato risulta in calo del 4,9%. Il primo semestre si attesta così a 4.553 milioni (+0,3% a cambi costanti, -7,7% correnti). L'utile operativo al netto delle componenti straordinarie è stato pari a 781 milioni (+0,5% a cambi costanti, -13,1% correnti), mentre l'utile netto si è attestato a 530 milioni (+9,8% a cambi costanti, -5,7% correnti). Confermato l'outlook 2018.
Pesa il dollaro (-7,5% nel secondo trimestre) e una revisione della distribuzione in Europa che secondo il colosso degli occhiali, nel lungo periodo darà un contributo positivo. Guardando tutti i mercati, Luxottica segna sempre un segno negativo anche laddove non ha un problema di cambio come il Vecchio continente (-6,1%), con solo l'Asia Pacifico in crescita tra aprile e giugno del 2018. Peraltro, dato che gli occhiali da sole danno un importante contributo ai numeri del gruppo, un primo semestre in retromarcia sarà difficile da recuperare nella seconda parte dell'anno.
Tuttavia, a breve la Cina dovrebbe dare il suo via libera alla fusione con Essilor, che a questo punto verrà approvata dalle apposite assemblee dopo l'estate e, una volta messe a fattor comune le competenze del gigante degli occhiali con quello delle lenti, sarà più facile estrarre sinergie sia sul lato dei costi che su quello dei ricavi.
“Sono soddisfatto dei solidi risultati del Gruppo attendiamo con serenità e fiducia anche l’evoluzione dell’Europa dove stiamo ancora riorganizzando la nostra politica distributiva – ha commentato Leonardo Del Vecchio, presidente esecutivo di Luxottica - Continuiamo ad investire sull’eccellenza del prodotto e sull’innovazione. La produzione ‘made in Japan’ e le lenti Barberini arricchiscono la nostra offerta nell’area del lusso. Prosegue inoltre l’evoluzione digitale del Gruppo, con il business e-commerce sempre più centrale nella nostra strategia e la comunicazione focalizzata sui canali social e multimediali”.
Pesa il dollaro (-7,5% nel secondo trimestre) e una revisione della distribuzione in Europa che secondo il colosso degli occhiali, nel lungo periodo darà un contributo positivo. Guardando tutti i mercati, Luxottica segna sempre un segno negativo anche laddove non ha un problema di cambio come il Vecchio continente (-6,1%), con solo l'Asia Pacifico in crescita tra aprile e giugno del 2018. Peraltro, dato che gli occhiali da sole danno un importante contributo ai numeri del gruppo, un primo semestre in retromarcia sarà difficile da recuperare nella seconda parte dell'anno.
Tuttavia, a breve la Cina dovrebbe dare il suo via libera alla fusione con Essilor, che a questo punto verrà approvata dalle apposite assemblee dopo l'estate e, una volta messe a fattor comune le competenze del gigante degli occhiali con quello delle lenti, sarà più facile estrarre sinergie sia sul lato dei costi che su quello dei ricavi.
“Sono soddisfatto dei solidi risultati del Gruppo attendiamo con serenità e fiducia anche l’evoluzione dell’Europa dove stiamo ancora riorganizzando la nostra politica distributiva – ha commentato Leonardo Del Vecchio, presidente esecutivo di Luxottica - Continuiamo ad investire sull’eccellenza del prodotto e sull’innovazione. La produzione ‘made in Japan’ e le lenti Barberini arricchiscono la nostra offerta nell’area del lusso. Prosegue inoltre l’evoluzione digitale del Gruppo, con il business e-commerce sempre più centrale nella nostra strategia e la comunicazione focalizzata sui canali social e multimediali”.