Anche Prada dopo Lvmh e Hermes, è tra i grandi brand del lusso a chiudere il primo trimestre con un aumento dei ricavi a doppia cifra. Il gruppo presieduto da Patrizio Bertelli per la prima volta da quando è quotata a Hong Kong nel 2011, ha annunciato i risultati di un trimestre eccezionale chiuso con ricavi in aumento del 22% a 1.065 miliardi, un traguardo che lascia presagire che il gruppo supererà di gran lunga i target di 4 miliardi di ricavi, annunciato al piano industriale annunciato a fine 2021 e già superato a fine 2022 (4,2 miliardi di ricavi, +21% sul 2021). "Guardiamo al futuro con fiducia- ha dichiarato Bertelli -determinati a proseguire il nostro percorso di crescita stabile e sostenibile".
E nel dettaglio, i negozi a gestione diretta hanno aumentato le vendite del 23%, per la strategia di controllare la distribuzione a scapito del canale wholesale (+9%). La pelletteria, che è il segmento a maggior margine, ha aumentato le vendite del 14%, le calzature del 20% e l'abbigliamento della collezione firmata da Raf Simons e Miuccia Prada è balzato in rialzo del 38% rispetto al primo trimestre del 2022. La migliore crescita è stata registrata dal marchio Miu Miu (+42%), con Prada in progresso del 21%. A livello geografico, la migliore performance è stata registrata in Giappone (+445), seguito dall'Europa con un aumento delle vendite del trimestre del 28%, e poi dall'Asia (+22%) trainata dalle riaperture della Cina, che contribuisce per oltre un terzo (360 milioni) del fatturato del gruppo.
"Nel corso del primo trimestre la Cina è tornata a essere uno dei maggiori motori di crescita- spiega Andrea Guerra, neo ceo del gruppo - generando una netta ripresa delle vendite nell'area Asia Pacific. Per l'anno in corso il focus rimane sul canale retail e sull'aumento della produttività dei negozi".