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Con la carta fedeltà anche Starbucks si avvicina al modello banca

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Starbucks, la famosa catena di caffetterie che si sta espandendo anche in Italia, dopo la recente apertura anche a Roma, sta diventando sempre più simile a una banca. In fintech questo si chiama embedded finance, quando una società che fa altro utilizza una soluzione finanziaria. Un po’ di anni fa Starbucks assunse il suo primo chief technology officer e lanciò la carta fedeltà Starbucks e la propria app che ora è responsabile del 30% delle vendite totali dell'azienda. I consumatori, invece di pagare in contanti o con carta di credito, aggiungono denaro al loro account Starbucks pagando con l'app dal telefono, che poi consente di ottenere bevande gratuite. Anche se questo potrebbe non sembrare così geniale, Starbucks è diventata velocemente una delle app di premi per ristoranti più popolari del settore.

Grazie alle dimensioni di Starbucks, i clienti non hanno paura di conservare parte del loro denaro sul proprio ac…

Starbucks, la famosa catena di caffetterie che si sta espandendo anche in Italia, dopo la recente apertura anche a Roma, sta diventando sempre più simile a una banca. In fintech questo si chiama embedded finance, quando una società che fa altro utilizza una soluzione finanziaria. Un po’ di anni fa Starbucks assunse il suo primo chief technology officer e lanciò la carta fedeltà Starbucks e la propria app che ora è responsabile del 30% delle vendite totali dell'azienda. I consumatori, invece di pagare in contanti o con carta di credito, aggiungono denaro al loro account Starbucks pagando con l'app dal telefono, che poi consente di ottenere bevande gratuite. Anche se questo potrebbe non sembrare così geniale, Starbucks è diventata velocemente una delle app di premi per ristoranti più popolari del settore.

Grazie alle dimensioni di Starbucks, i clienti non hanno paura di conservare parte del loro denaro sul proprio account Starbucks, poiché sanno che lo useranno un giorno o l'altro. Il 41% degli utenti statunitensi e canadesi paga con la propria carta Starbucks. Questi clienti in totale oggi detengono saldi collettivi pari a 1,5 miliardi di dollari. Potrebbero non sembrare una cifra enorme, ma è significativa se si considera che più di 3.900 banche negli Stati Uniti hanno meno di 1 miliardo di dollari di attività totali.

Ovviamente i clienti un giorno scambieranno i loro soldi per il caffè, ma nel frattempo forniscono inconsapevolmente a Starbucks un prestito di 1,5 miliardi di dollari, con un interesse dello 0%. Starbucks può utilizzare questo denaro per investire nel mercato, guadagnare profitti gratuitamente o spendere per espandersi. In realtà, è anche meglio di quanto sembri. Circa il 10% di questo denaro verrà dimenticato o perso, quindi non verrà mai utilizzato, fenomeno chiamato nel settore come "rottura". Negli anni fiscali dal 2017 al 2019, Starbuck ha dichiarato un reddito da "rotture" rispettivamente di $ 104,6 milioni, $ 155,9 milioni e $ 125 milioni.

Dato che Starbucks non è legalmente una banca, il saldo di Starbucks non può essere prelevato in contanti, ma solo usato per acquistare caffè. Questo le consente di evitare la regolamentazione finanziaria e di utilizzare il denaro depositato come preferisce: al contrario delle banche Starbucks non deve tenere pronta una certa quantità di denaro in caso di prelievi di massa. Se Starbucks lo volesse, avrebbe tutte le carte in regola per costruire una valuta a tutti gli effetti o per collaborare con altri marchi per creare un sistema di pagamento mobile ampiamente disponibile.

Non ha mai dichiarato di voler intraprendere questo progetto ma con tante aziende che si avvicinano al mercato finanziario - come Apple, che ha lanciato la sua carta in collaborazione con Goldman Sachs - anche per Starbucks non sarebbe un passo così difficile da intraprendere.