Il glorioso futuro fintech di Apple
di Benedetta Arese LuciniApple, conosciuta per i suoi computer e telefonini, negli ultimi anni ha portato avanti moltissime partnership strategiche che le permetto di perseguire anche una strategia completa sul fintech. Forse il servizio più conosciuto è Apple Pay, che però è un sistema di infrastruttura per cui i soldi transano dalle carte di credito (Visa, Mastercard) direttamente al venditore di beni o servizi.
Grazie alla partnership con Goldman Sachs, Apple ha lanciato negli stati uniti anche un numero di servii finanziari completi che includono Apple Cash, un metodo di pagamento peer-to-peer, e Apple Card, la carta digitale. Recentemente ha anche annunciato due nuovi servizi, Apple Savings, un conto deposito remunerato per i clienti di Apple, e Apple Pay Later, che permette ai clienti di comprare prodotti Apple e pagarli a rate, come le società di buy now pay later.
Apple non rivela alcun dato sulla sua attività fintech, costringendomi a speculare sulle dimens…
Apple, conosciuta per i suoi computer e telefonini, negli ultimi anni ha portato avanti moltissime partnership strategiche che le permetto di perseguire anche una strategia completa sul fintech. Forse il servizio più conosciuto è Apple Pay, che però è un sistema di infrastruttura per cui i soldi transano dalle carte di credito (Visa, Mastercard) direttamente al venditore di beni o servizi.
Grazie alla partnership con Goldman Sachs, Apple ha lanciato negli stati uniti anche un numero di servii finanziari completi che includono Apple Cash, un metodo di pagamento peer-to-peer, e Apple Card, la carta digitale. Recentemente ha anche annunciato due nuovi servizi, Apple Savings, un conto deposito remunerato per i clienti di Apple, e Apple Pay Later, che permette ai clienti di comprare prodotti Apple e pagarli a rate, come le società di buy now pay later.
Apple non rivela alcun dato sulla sua attività fintech, costringendomi a speculare sulle dimensioni e sulla sostanza di questo franchise. La stima è che Apple "controlli" circa 800 miliardi di dollari di flussi di pagamento nel 2022, che cresceranno fino a 3,2 trilioni di dollari entro il 2030. La maggior parte di questi volumi rimane in Apple Pay che nel 2022, secondo le stime arriva a oltre 500 miliardi di dollari di valore delle transazioni e circa 30 miliardi di transazioni, rappresentando una penetrazione approssimativa di circa il 10-12% delle transazioni con carta in Nord America ed Europa.
La seconda più grande fonte di flussi fintech sono i volumi di pagamento che Apple accetta come commerciante, inclusi i canali di vendita di prodotti/servizi di Apple (Apple store, Apple.com e i canali di musica/TV/video di Apple) e l'App Store. Secondo le stime, Apple ha accettato circa 242 miliardi di dollari di pagamenti tramite i propri canali nel 2022.
I servizi per i consumatori, Card, Cash, Savings e Pay Later hanno ancora volumi modesti (sono stimati a circa 30 miliardi per il 2022) ma in rapido sviluppo. Prevedo che questo sarà il business trainante per l’azienda che aggiungerà servizi bancari, inclusi conti bancari digitali, carte di debito in plastica e altri prodotti e servizi sempre tramite la partnership con istituzioni finanziarie. In qualità di azienda tecnologica, ritengo che Apple non tragga grandi vantaggi da acquisire una licenza bancaria e continuerà invece a collaborare con solidi partner bancari per servire i propri consumatori che ha fidelizzato con i suoi prodotti e servizzi. Con questa strategia Apple potrebbe processare fino a circa 350 miliardi di dollari entro il 2030, un numero enorme per qualsiasi fintech sul mercato.