La letterina sull’anno che vorrei
di Benedetta Arese LuciniPer l’ultima rubrica dell’anno ho pensato di scrivere anche io una letterina su quello che vorrei per l’anno prossimo, ovviamente nel mondo del fintech e degli investimenti.
A fine 2022 gli analisti di Wall Street avevano predetto una discesa dei mercati finanziari per il 2023, uno dei pochi anni in cui il consenso era uniforme su un risultato negativo per l’S&P500, l’indice principale. E invece si è invece rivelato un anno stellare per l’azionario americano, sia guardando il S&P500 che ad oggi è salito del 24,4%, che il Dow Jones, salito del 13,1% e il Nasdaq, in rialzo del 44,20%. Questo principalmente grazie a una fortissima crescita dei titoli delle imprese tecnologiche americane, i cosiddetti Magnifici Sette: Apple, Amazon, Microsoft, Meta, Alphabet, Nvidia e Tesla insieme sono cresciti del 75% e ora contano per il 30% dell’indice S&P.
Per il 2024 chiedo che ci sia un altro anno positivo, con gli indici americani ai loro massimi storici. Cos…
Per l’ultima rubrica dell’anno ho pensato di scrivere anche io una letterina su quello che vorrei per l’anno prossimo, ovviamente nel mondo del fintech e degli investimenti.
A fine 2022 gli analisti di Wall Street avevano predetto una discesa dei mercati finanziari per il 2023, uno dei pochi anni in cui il consenso era uniforme su un risultato negativo per l’S&P500, l’indice principale. E invece si è invece rivelato un anno stellare per l’azionario americano, sia guardando il S&P500 che ad oggi è salito del 24,4%, che il Dow Jones, salito del 13,1% e il Nasdaq, in rialzo del 44,20%. Questo principalmente grazie a una fortissima crescita dei titoli delle imprese tecnologiche americane, i cosiddetti Magnifici Sette: Apple, Amazon, Microsoft, Meta, Alphabet, Nvidia e Tesla insieme sono cresciti del 75% e ora contano per il 30% dell’indice S&P.
Per il 2024 chiedo che ci sia un altro anno positivo, con gli indici americani ai loro massimi storici. Così che noi risparmiatori possiamo continuare a beneficiare di questo andamento nei nostri portafogli.
E sui tassi, ormai ci siamo tutti messi l’anima in pace sul fatto che siamo arrivati al picco, e quindi spero si abbassino un po’, così aiuterebbero l’economia reale e il piccolo risparmiatore o l’impresa nel poter permettersi mutui e finanziamenti.
Nel 2024 chiedo ai Bitcoin di tornare ad essere scambiati come nei migliori mesi del 2021, così che riprendiamo a parlare di questa tecnologia decentralizzata che rimane per me davvero innovativa.
Infine, chiedo al 2024 di focalizzarsi di nuovo sul fintech, perché di cambiamenti nel mercato finanziario ne abbiamo ancora bisogno. Se gli investimenti del venture capital sono ai minimi quest’anno, il 2024 potrebbe invece riportare a galla l’attenzione sul settore che continua a essere uno dei più grandi e importanti per il cambiamento degli anni a venire; sarebbe auspicabile una inversione della tendenza degli ultimi anni, che ha visto la percentuale di capitale dedicata al fintech scendere dal 25% al 10% e quindi creando meno imprese, meno talento e crescita nel settore.