Il 25 luglio è uscita la notizia che Banca d’Italia ha vietato a Qonto – la startup unicorno francese, valore oltre 4 miliardi – di aprire nuovi conti sul territorio italiano. Qonto è nata nel luglio 2017 a Parigi. I due fondatori avevano la visione di creare un conto corrente con carta di debito semplice per le piccole medie imprese e le partite Iva. La startup ha avuto subito un grande successo e ha scelto di crescere anche in Germania, Spagna e Italia. Le nostre piccole imprese ne hanno subito apprezzato la semplicità e la fruibilità e in poco tempo siamo diventati uno dei Paesi più importanti per la startup.
In Italia sembra proprio che le novità e le innovazioni fatichino a fiorire. E questo non per mancanza di interesse da parte dei consumatori ma più che altro per una visione molto protezionista da parte delle istituzioni. Bain & Company, nel suo studio sul “Customer Behavior and Loyalty in Banking 2023”, ha intervistato circa 30mila persone in 11 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia, e nelle sue conclusioni emerge che nella Penisola più di un intervistato su due è cliente di almeno due banche e che l’Italia è al quarto posto per l’utilizzo di wallet digitali.
Ma allora, se la tendenza è positiva, come mai ci troviamo sempre a essere il Paese che frena le novità? La notizia non è un episodio isolato: la decisione di Bankitalia è simile a quella adottata a marzo 2022 nei confronti di N26, un’altra neo-banca tedesca focalizzata su conti e carte per clienti al dettaglio. Lemonway, fintech francese, ha ricevuto un ordine simile pochi giorni dopo quello di Qonto. Se la clientela apprezza questo tipo di servizi forse è ora che cambiamo il modo di affrontare l’innovazione senza dover frenare il cambiamento. I servizi digitali chiaramente aprono a dei rischi perché il riconoscimento del cliente, necessario per aprire un conto corrente accade a distanza, invece che in una filiale come nel settore bancario tradizionale. Ma invece di cercare di fermare questo cambiamento penso sia necessario promuoverlo all’interno di corrette prassi di mercato che si possono applicare sia alle nuove startup che alle banche tradizionali.