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Non decolla la Sandbox all’italiana

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La Sandbox di Banca d’Italia, in collaborazione con Mef, Consob e Ivass, è nata nel luglio del 2021 per far crescere il settore Fintech in Italia. Dopo la prima edizione con 11 proposte, la seconda finestra per la presentazione delle richieste di ammissione è stata aperta dal 3 novembre al 5 dicembre 2023. E quante realtà si sono presentate? Una sola! Cos’è la Sandbox? Un programma di accelerazione nel mondo finanziario altamente regolato che, in un contenitore sicuro, consente alle startup di sperimentare sotto il controllo dell’autorità di vigilanza, prima di lanciare sul mercato i propri servizi. La prima Sandbox è stata introdotta dal Fca, il regolatore finanziario del Regno Unito, nel 2016 e ho avuto la possibilità di conoscerne il funzionamento. Sono state accettate 18 startup, dopo 69 richieste di partecipazione.

Perché in Italia il programma non decolla? Guardando i progetti ammessi alla prima sperimentazione e parlando con diverse startup che ne volevano fare parte, è chi…

La Sandbox di Banca d’Italia, in collaborazione con Mef, Consob e Ivass, è nata nel luglio del 2021 per far crescere il settore Fintech in Italia. Dopo la prima edizione con 11 proposte, la seconda finestra per la presentazione delle richieste di ammissione è stata aperta dal 3 novembre al 5 dicembre 2023. E quante realtà si sono presentate? Una sola! Cos’è la Sandbox? Un programma di accelerazione nel mondo finanziario altamente regolato che, in un contenitore sicuro, consente alle startup di sperimentare sotto il controllo dell’autorità di vigilanza, prima di lanciare sul mercato i propri servizi. La prima Sandbox è stata introdotta dal Fca, il regolatore finanziario del Regno Unito, nel 2016 e ho avuto la possibilità di conoscerne il funzionamento. Sono state accettate 18 startup, dopo 69 richieste di partecipazione.

Perché in Italia il programma non decolla? Guardando i progetti ammessi alla prima sperimentazione e parlando con diverse startup che ne volevano fare parte, è chiaro che in principio il processo di selezione non facilita in nessun modo la sperimentazione per startup a basso costo; in secondo luogo, il dialogo con le autorità rimane controverso. Guardando i progetti del primo gruppo si nota velocemente che di startup ce ne sono veramente poche. Quasi tutti i progetti sono stati presentati da grossi operatori del settore. Alcune startup hanno incontrato grosse difficoltà nel riuscire a soddisfare i requisiti o sono state scoraggiate a partecipare. E così mentre in UK sono state ricevute 630 richieste in totale su 7 periodi di sperimentazione e sono state accettate 153 startup che hanno sperimentato tutto, dalla blockchain alla intelligenza artificiale nel settore finanziario, in Italia siamo fermi. Nella seconda sperimentazione l’unica azienda accettata, Intecs Solutions Spa, è nata nel 1974 e oltre al Fintech ha soluzioni per il mercato dello spazio. Ha presentato un progetto in collaborazione con Banca Cambiano.

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