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Frumento duro & olio d’oliva

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Prezzi in ripresa dai minimi pluriennali

I prezzi del duro tornano a salire in Europa, lontani dai minimi pluriennali toccati nei mesi scorsi, ma restando su livelli ancora contenuti. Le tensioni sul comparto cerealicolo sostengono i rialzi: nelle prime settimane di ottobre il Fino Sud Italia segna un +2% sulla media di settembre. Rincara anche il prodotto importato, per effetto di prezzi all’origine più elevati, noli in aumento ed euro debole: il duro canadese quotato ad Altamura sale del 6%. In Ue la produzione è stimata in calo del 4% annuo e la scarsità di frumento ad alto tenore proteico sostiene le importazioni (+24% all’11 ottobre). In vista delle semine, la siccità e la scarsa competitività del duro rispetto ad altre colture potrebbero ridurre le superfici, sostenendo i prezzi. Nonostante l’offerta mondiale abbondante, la domanda di qualità e le incognite sulla prossima campagna limitano il potenziale di ribasso.

il nostro extravergine ha perso il 50% in un anno pesano le maxi…

Prezzi in ripresa dai minimi pluriennali

I prezzi del duro tornano a salire in Europa, lontani dai minimi pluriennali toccati nei mesi scorsi, ma restando su livelli ancora contenuti. Le tensioni sul comparto cerealicolo sostengono i rialzi: nelle prime settimane di ottobre il Fino Sud Italia segna un +2% sulla media di settembre. Rincara anche il prodotto importato, per effetto di prezzi all’origine più elevati, noli in aumento ed euro debole: il duro canadese quotato ad Altamura sale del 6%. In Ue la produzione è stimata in calo del 4% annuo e la scarsità di frumento ad alto tenore proteico sostiene le importazioni (+24% all’11 ottobre). In vista delle semine, la siccità e la scarsa competitività del duro rispetto ad altre colture potrebbero ridurre le superfici, sostenendo i prezzi. Nonostante l’offerta mondiale abbondante, la domanda di qualità e le incognite sulla prossima campagna limitano il potenziale di ribasso.

il nostro extravergine ha perso il 50% in un anno pesano le maxi scorte in Spagna e Italia

L’olio extravergine di oliva apre la campagna 2026/27 con prezzi del prodotto comunitario ai minimi dal 2022, mentre le quotazioni dell’extravergine nazionale hanno perso il 50% in un anno. Pesa soprattutto il recupero dell’offerta spagnola: le scorte a settembre superano del 23% quelle del 2025 e la produzione è attesa in crescita del 23% nel 2026/27. Anche in Italia le giacenze di extravergine risultano elevate (+67% annuo), attenuando gli effetti del calo produttivo previsto. In Spagna, il rischio di ulteriori ribassi alimenta richieste di interventi per limitare temporaneamente l’offerta, mentre gli scambi rallentano. Restano però alcune incognite: la scarsità di piogge potrebbe ridurre le rese del raccolto spagnolo, mentre prezzi più accessibili potrebbero favorire una ripresa dei consumi dopo anni di forte contrazione della domanda.

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