La Germania ha innescato la retromarcia
Germania, Friburgo: la protesta degli agricoltori contro la sospensione delle agevolazioni sul diesel
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Quello che so sui mercati finanziari e l’economia l’ho imparato lavorando per una delle principali Sim di Piazza Affari, le società che comprano e vendono i titoli in Borsa per i grandi investitori. L’ho portato con me quando sono diventato giornalista di Repubblica dove, tra le altre cose, mi sono occupato di inchieste e grandi scandali come quello di Parmalat, contribuendo a smascherare i suoi bilanci falsi.
Ogni mercoledì parleremo di società quotate e no, di personaggi, istituzioni, di scandali e inchieste legate a questo mondo. Se volete scrivermi, la mia mail è w.galbiati@repubblica.it.
Buona lettura
Walter Galbiati, vicedirettore di Repubblica
“Non sono mai stato così preoccupato per l’outlook della Germania dei prossimi mesi”. Nelle parole di Dirk Schumacher, economista che lavora per Natixis a Francoforte si coglie l’allarme per quella che è la più importante economia dell’Europa, la quarta al mondo.
L’Ufficio federale di statistica Destatis ha comunicato che il 2023 si è chiuso con il Prodotto interno lordo in calo dello 0,3%. Un rallentamento che non si vedeva dal 2020 quando la pandemia di Covid aveva mandato l’economia in flessione del 3,8%, interrompendo una scia positiva di rialzi che durava da dieci anni.
Vittima della policrisi. “Lo sviluppo economico generale in Germania ha vacillato nel 2023 in uno scenario che continua ad essere caratterizzato da molteplici crisi”, ha dichiarato Ruth Brand, presidente dell'Ufficio federale di statistica Destatis. E per indorare la pillola amara ha aggiunto che il Prodotto interno lordo è ancora al di sopra dei livelli pre-pandemici, grazie a due anni di ripresa consecutivi che hanno permesso al Pil di restare in crescita dello 0,7% rispetto al 2019.
Tuttavia, se si confronta il Prodotto interno lordo tedesco aggiustato per l’inflazione del 2017 con quello attuale si nota che è cresciuto solo dell’1%, quando nello stesso periodo l’economia statunitense è salita del 13%.
Fanalino di coda. Secondo le stime dell’Fmi lo scorso anno, tra le grandi economia, la Germania ha archiviato le peggiori performance al mondo: l'economia Usa dovrebbe chiudere in rialzo del 2,1%, l'Eurozona dello 0,7% e il Regno Unito dello 0,5%, comunque peggio anche di Francia, Italia e Spagna che registreranno un Pil in crescita.
L’anno che verrà. Le prospettive per il 2024 non sono delle migliori: diversi analisti avevano già tagliato le loro previsioni quando il governo aveva dovuto ridurre i piani di spesa per affrontare un buco di 60 miliardi di euro nei conti della Germania, venuto a galla grazie a una sentenza della corte costituzionale su alcuni fondi postati fuori bilancio.
Ora dopo il dato del Pil 2023, sono arrivate altre revisioni al ribasso. Bank of America per esempio prevedeva una crescita dello 0,3% ed ha corretto la stima per il 2024 in un calo dello 0,1%.
Le cause. Sono state le difficoltà del settore manifatturiero a condizionare l’andamento economico generale. Due le cause principali: 1) la perdita dell’energia russa a basso costo 2) la contrazione delle esportazioni soprattutto verso la Cina. Nonostante i cali dei prezzi, gli industriali tedeschi lamentano di pagare l’energia ancora tre o quattro volte di più di quanto pagavano prima dell’invasione russa dell’Ucraina e più di cinque volte dei competitor americani.
L’industria automotive. A soffrirne maggiormente è il comparto auto, uno dei principali motori del Pil tedesco, che non riesce a tenere il confronto con le aziende statunitensi e cinesi: secondo i dati dell’Associazione tedesca dell’industra dell’auto, la produzione è inferiore del 25% rispetto al livello medio segnato negli Anni Dieci del nuovo millennio.
E lo scenario potrebbe peggiorare, perché la crisi nel Mar Rosso rischia di produrre nuovi colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento penalizzando il commercio della componentistica. Tesla ha già annunciato lo stop della produzione dal 29 gennaio al 12 febbraio nel suo stabilimento alle porte di Berlino per la mancanza di forniture.
Il calo dei consumi. Non hanno aiutato il Pil nemmeno le vendite al dettaglio apparse anche loro in calo. Le famiglie sono state colpite dal più grande aumento del costo della vita che questa generazione abbia mai visto. L’inflazione è scesa da oltre l '11% alla fine del 2022 a un minimo del 2,3% lo scorso novembre. “Nonostante i recenti cali, però, i prezzi sono rimasti alti in tutte le fasi del processo economico e hanno messo un freno alla crescita economica”, ha dichiarato Brand, sempre spiegando i dati dell’Istituto di statistica.
Cosa dicono gli economisti. “Le condizioni recessive che si sono trascinate dalla fine del 2022 sembrano destinate a continuare quest'anno", ha detto Andrew Kenningham, economista di Consultants Capital Economics, prevedendo una crescita zero per la Germania nel 2024.
Mentre chi è positivo come il capo economista di KfW, Fritzi Köhler-Geib scommette sulla ripresa dei salari e quindi dei consumi e delle esportazioni: “Grazie alla forte crescita dei salari reali, è probabile che i consumi privati riprendano a crescere. Insieme alla prevista ripresa della domanda e delle esportazioni, il prodotto interno lordo dovrebbe crescere di circa mezzo punto percentuale. L’inflazione dovrebbe tornare a una media annua del 2% circa. Ciò significa che dopo il periodo di alta inflazione l’atterraggio sarà probabilmente piuttosto morbido anche in Germania”.
Forse già a giugno, avremmo il sentore per capire che anno sarà per la principale economia dell’Eurozona.