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Von der Leyen prepara la ricandidatura

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L'occasione era formale e richiedeva un discorso breve e di circostanza. Ma Ursula von der Leyen, pur restando nei tempi previsti, ha concentrato in poche frasi una "summa" delle svolte storiche che la sua Commissione ha impresso all'Europa e un appello a portare a termine "il lavoro non finito". Così che molti osservatori hanno interpretato il suo discorso come una implicita ricandidatura alla presidenza della prossima Commissione. E gli osservatori non erano di poco conto. Von der Leyen parlava a Francoforte di fronte ad una platea costituita dai 27 ministri dell'Economia, dal board della Bce e dagli altri vertici delle istituzioni comunitarie, in occasione della celebrazione dei 25 anni dalla creazione della Banca centrale. Finora la presidente tedesca della Commissione, già pupilla di Angela Merkel, si è ben guardata dal dire esplicitamente se intende ricandidarsi per un secondo mandato dopo le elezioni della primavera prossima.…

L'occasione era formale e richiedeva un discorso breve e di circostanza. Ma Ursula von der Leyen, pur restando nei tempi previsti, ha concentrato in poche frasi una "summa" delle svolte storiche che la sua Commissione ha impresso all'Europa e un appello a portare a termine "il lavoro non finito". Così che molti osservatori hanno interpretato il suo discorso come una implicita ricandidatura alla presidenza della prossima Commissione. E gli osservatori non erano di poco conto. Von der Leyen parlava a Francoforte di fronte ad una platea costituita dai 27 ministri dell'Economia, dal board della Bce e dagli altri vertici delle istituzioni comunitarie, in occasione della celebrazione dei 25 anni dalla creazione della Banca centrale. Finora la presidente tedesca della Commissione, già pupilla di Angela Merkel, si è ben guardata dal dire esplicitamente se intende ricandidarsi per un secondo mandato dopo le elezioni della primavera prossima. Però nelle settimane scorse è stata in Germania, dove ha incontrato i vertici del suo partito, la Csu, che le hanno rinnovato il loro sostegno. E oggi appare la candidata più probabile nel caso la prossima Commissione sia espressa, come quella oggi in carica, da una una maggioranza parlamentare di centrosinistra con Ppe, socialisti e liberali.

Nel suo discorso di Francoforte von der Leyen ha ricordato come, grazie a Green deal e Next Generatione Eu, due sue creature, la Commissione "non solo guida la transizione globale alla neutralità climatica per il 2050", ma sia anche diventata "il più grande erogatore di "green bonds" al mondo". "E ora dobbiamo tenere la rotta e assicurarci che l'Europa mantenga il suo impegno collettivo per un futuro sostenibile", ha spiegato ricordando che "c'è ancora del lavoro da finire" per quanto riguarda l'Unione bancaria e l'Unione del mercato dei capitali e la governance economica. "La Commissione ha messo sul tavolo solide proposte in tutti questi settori. Ora dobbiamo lavorare insieme perché queste proposte diventino realtà". Un programma che, come molti hanno osservato, non potrà certo essere concluso entro la corrente legislatura europea.

L'unico ostacolo visibile sulla via della riconferma di von der Leyen potrebbe venire da una sterzata a destra del Ppe, che il suo capogruppo, Manfred Weber, vorrebbe coalizzare con gli euroconservatori presieduti da Giorgia Meloni. Molto, naturalmente, dipenderà dall'esito delle prossime elezioni europee. Ma la recenti ripetute visite di von der Leyen in Italia, e le sue dichiarazioni di amicizia nei confronti di Meloni, lasciano pensare che la presidente della Commissione stia preoccupandosi di coprire anche il proprio fianco destro in vista di un possibile secondo mandato.