✕

Da Varsavia una lezione di democrazia

Ora la pressione sul regime illiberale dell’ungherese Viktor Orban andrà crescendo Difficilmente il despota del Cremlino potrà aiutarlo nella resa dei conti con Bruxelles
1 minuti di lettura

La sconfitta del governo di estrema destra in Polonia avrà forti e positive ripercussioni in Europa. Varsavia uscirà dal limbo dei Paesi sotto sanzione per violazione dello stato di diritto. I fondi europei destinati ai polacchi e attualmente congelati saranno finalmente versati. Molte decisioni che attualmente sono bloccate per il veto congiunto di Polonia e Ungheria potranno essere adottate. Il clima nelle riunioni ministeriali e del Consiglio europeo sarà più sereno e costruttivo. Ma il messaggio più importante che arriva dal voto polacco è che anche i regimi populisti e illiberali, la vera sfida alle democrazie del nostro tempo, possono essere battuti. È la prima volta che accade. Finora, in Ungheria e in Turchia, la manipolazione del consenso ottenuta violando la neutralità politica dello Stato aveva portato alla riconferma di Erdogan e Orban e alla sconfitta delle opposizioni.

I polacchi hanno scelto un’altra strada. Pis, il partito di “Legge e Giustizi…

La sconfitta del governo di estrema destra in Polonia avrà forti e positive ripercussioni in Europa. Varsavia uscirà dal limbo dei Paesi sotto sanzione per violazione dello stato di diritto. I fondi europei destinati ai polacchi e attualmente congelati saranno finalmente versati. Molte decisioni che attualmente sono bloccate per il veto congiunto di Polonia e Ungheria potranno essere adottate. Il clima nelle riunioni ministeriali e del Consiglio europeo sarà più sereno e costruttivo. Ma il messaggio più importante che arriva dal voto polacco è che anche i regimi populisti e illiberali, la vera sfida alle democrazie del nostro tempo, possono essere battuti. È la prima volta che accade. Finora, in Ungheria e in Turchia, la manipolazione del consenso ottenuta violando la neutralità politica dello Stato aveva portato alla riconferma di Erdogan e Orban e alla sconfitta delle opposizioni.

I polacchi hanno scelto un’altra strada. Pis, il partito di “Legge e Giustizia” ha governato la Polonia per otto anni. Ha distrutto l’indipendenza della magistratura. Ha esteso il suo controllo sulla grande maggioranza dei mezzi d’informazione. Ha monopolizzato le posizioni di potere nei gangli vitali dello Stato e dell’economia. Ha alimentato per tutti questi anni con ogni mezzo il più becero nazionalismo promuovendo l’odio verso l’Europa, i migranti, le donne, gli omosessuali, i vicini tedeschi per non parlare dei russi. Ha condotto una campagna elettorale sfruttando senza ritegno ogni briciola del suo immenso potere e usando perfino i soldi dei contribuenti per promuovere la sua propaganda. Ma gli elettori, facendo registrare un’affluenza alle urne senza precedenti, hanno ribaltato i sondaggi della vigilia.

Certo la strada che si apre davanti al vincitore Donald Tusk, già presidente del Consiglio europeo e leader del Ppe, non sarà facile. Ma intanto ha dimostrato che, almeno in Europa, si può far cadere un regime antidemocratico senza violenze e senza traumi esterni, ricorrendo solo agli strumenti della democrazia. È una lezione che avrà conseguenze importanti.

La prima è che ora la pressione sul regime illiberale dell’ungherese Viktor Orban andrà crescendo. Ungheria e Polonia hanno da tempo un accordo che impedisce l’applicazione dell’articolo 7 dei Trattati, in base al quale chi viola lo stato di diritto può essere sanzionato dalla Ue fino al congelamento del diritto di voto e, di fatto, all’espulsione. Per essere attivato, l’articolo 7 richiede l’unanimità degli altri 26 Paesi.

Finora Varsavia e Budapest si sono protette a vicenda. Ora Orban si trova più solo e vulnerabile. All’indomani delle elezioni polacche si è fatto fotografare mentre stringeva la mano a Putin. Ma difficilmente il despota del Cremlino potrà aiutarlo nella resa dei conti con Bruxelles.

Leggi i commenti