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Più donne in tv e in radio: la politica in Francia a marcia indietro

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Nel 2022 la presenza delle donne in televisione e alla radio è aumentata leggermente, ma il loro tempo di parola è rimasto molto basso. Secondo l'organo di vigilanza sui media Arcom, la percentuale di invitate e presentatrici su tv e radio, è aumentata di un punto rispetto all'anno precedente, raggiungendo il 44% (46% in televisione, 42% in radio). D'altra parte, però il loro tempo di parola è rimasto fermo al 36%, secondo il rapporto Arcom. Sulle radiotv pubbliche va un po’ meglio: 47% di presenza (+2 punti) e 42% di tempo di parola (+10 punti). In generale, è aumentata la percentuale di conduttrici (50%, +2 punti), di esperte invitate (45%, +2 punti)  mentre la percentuale di giornaliste o opinioniste è scesa di un punto in un anno, attestandosi al 42%. 

A differenza delle altre categorie, le donne politiche sono tornate al livello del 2016 (32%) rispetto al 36% registrato nel 2019. Così, nel 2…

Nel 2022 la presenza delle donne in televisione e alla radio è aumentata leggermente, ma il loro tempo di parola è rimasto molto basso. Secondo l'organo di vigilanza sui media Arcom, la percentuale di invitate e presentatrici su tv e radio, è aumentata di un punto rispetto all'anno precedente, raggiungendo il 44% (46% in televisione, 42% in radio). D'altra parte, però il loro tempo di parola è rimasto fermo al 36%, secondo il rapporto Arcom. Sulle radiotv pubbliche va un po’ meglio: 47% di presenza (+2 punti) e 42% di tempo di parola (+10 punti). In generale, è aumentata la percentuale di conduttrici (50%, +2 punti), di esperte invitate (45%, +2 punti)  mentre la percentuale di giornaliste o opinioniste è scesa di un punto in un anno, attestandosi al 42%. 

A differenza delle altre categorie, le donne politiche sono tornate al livello del 2016 (32%) rispetto al 36% registrato nel 2019. Così, nel 2022, anno di elezioni presidenziali e legislative, il tempo occupato da interventi di rappresentanti femminili in politica non è aumentato, e anzi è stato ben al di sotto di quello degli uomini: in media 29%. Nelle due settimane precedenti il primo turno del voto, le donne hanno rappresentato solo il 20% del tempo di parola, per scendere al 18% prima del ballottaggio tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Dopo la rielezione di Macron, nonostante la nomina di Elisabeth Borne a premier e la rigida parità stabilita nel nuovo governo, il tempo di parola delle ministre è stato in media del 36,7%. I programmi sportivi restano ancora chiusi alle donne: in media il 21% delle presenze (solo il 9% delle conduttrici/giornaliste/commentatrici sportive alla radio) e l'11% del tempo di parola.

Progressi invece sugli spot pubblicitari: nel 2022, le donne sono state la maggioranza in tutti i ruoli, fino al 51% rispetto al 46% del 2017. I creativi pubblicitari ora si divertono a stravolgere luoghi comuni, mostrando più donne che uomini in attività scientifiche o alla guida di veicoli. E gli uomini sono addirittura in maggioranza quando si tratta di mostrare persone che fanno i lavori domestici o si occupano dei bambini da soli. Nonostante questi progressi, gli stereotipi di genere continuano a essere veicolati con la sovrarappresentazione delle donne in alcune categorie di pubblicità (lusso, abbigliamento, cura del corpo) e le donne sono ancora molto più sessualizzate e nude degli uomini nelle inserzioni.