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Vision Pro e lo sguardo al passato di Apple

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Fermandosi alla sola pagina online di presentazione del Vision Pro di Apple, sembra di trovarsi davanti al passato. O meglio, a una versione riveduta e corretta del visore HoloLens che Microsoft ha lanciato nel 2016 (ne è uscita una seconda nel 2019), allo stesso (non) prezzo di quello Apple: 3.500 dollari. La cosiddetta “realtà mista”, un visore che permette di vedere quel ciò che ci circonda sovrapponendo ologrammi digitali, esiste da anni. Non a caso le applicazioni mostrate da Apple, il poter ad esempio guardare serie e film su un grande tv virtuale posto in mezzo alla stanza, così come lavorare su più schermi del computer sempre virtuali o ancora le videochiamate, sono quelle classiche di dispositivi simili.

Una categoria della quale fanno parte, fra gli altri, anche il Magic Leap 2, il Quest Pro e il Quest 3 appena presentato da Meta. Ancora meno è una novità la realtà virtuale, il Vision Pro funziona pure in t…

Fermandosi alla sola pagina online di presentazione del Vision Pro di Apple, sembra di trovarsi davanti al passato. O meglio, a una versione riveduta e corretta del visore HoloLens che Microsoft ha lanciato nel 2016 (ne è uscita una seconda nel 2019), allo stesso (non) prezzo di quello Apple: 3.500 dollari. La cosiddetta “realtà mista”, un visore che permette di vedere quel ciò che ci circonda sovrapponendo ologrammi digitali, esiste da anni. Non a caso le applicazioni mostrate da Apple, il poter ad esempio guardare serie e film su un grande tv virtuale posto in mezzo alla stanza, così come lavorare su più schermi del computer sempre virtuali o ancora le videochiamate, sono quelle classiche di dispositivi simili.

Una categoria della quale fanno parte, fra gli altri, anche il Magic Leap 2, il Quest Pro e il Quest 3 appena presentato da Meta. Ancora meno è una novità la realtà virtuale, il Vision Pro funziona pure in tal senso, eterna promessa di una rivoluzione che non ha mai preso piede restando mercato di nicchia nonostante gli sforzi, in alcuni casi davvero apprezzabili nel ridurre le dimensioni del visore, aumentarne le capacità e abbassare il prezzo, sia di Meta sia di Sony, che di recente ha lanciato il Vr 2 per PlayStation.


Tim Cook, che dal 2011 guida Apple, con Vision Pro ha replicato per l’ennesima volta la cifra stilistica della sua compagnia: arrivare dopo gli altri tentando di arrivare meglio e comunque a prezzi in genere più alti. Il Vision Pro, stando alle caratteristiche, è il più evoluto nella sua categoria, quello realizzato con la cura maggiore anche se con qualche sbavatura come la batteria esterna, ma questo non dà alcuna garanzia sul fatto che si trasformi in qualcosa di rilevante né che sia un primo passo in tal senso. I 3.500 dollari vengono giustificati dicendo che è una prima versione per gli addetti ai lavori, la stessa narrazione di HoloLens e dei Google Glass. Ma conoscendo l’attitudine di Apple in fatto di margini di guadagno viene il dubbio che per scendere a livelli più umani serviranno anni, ammesso che sia davvero questo l’obiettivo. Esce nel 2024 negli Stati Uniti. Vedremo come andrà e quanto “rivoluzionario” sarà il suo arrivo, parafrasando le parole di Cook.