L’ignoranza a volte è inevitabile. Ogni innovazione ne crea una, dividendo i pochi che la maneggiano dagli altri. È stato così per l’intelligenza artificiale (IA) come per qualsiasi progresso scientifico. Fortuna che l’ignoranza la si può diradare, iniziando dal capirne la natura. E così, considerando il Natale alle porte, in questa breve lista di libri che consiglio di regalare c’è “Ignoranza, una storia globale”, dell’accademico britannico Peter Burke. La declina in contesti differenti come politica, commercio, conflitti, e alla fine fornisce strumenti per guardarla in maniera consapevole. Merce rara di questi tempi.
Restando alla consapevolezza, nella società digitale ai tempi di sovranismi e polarizzazioni, vale la pena leggere sia “Nexus. Breve storia delle reti di informazione dall’età della pietra all’IA” dello storico Yuval Noah Harari, sia “Cinquecento anni di rabbia. Rivolte e mezzi di comunicazione da Gutenberg a Capitol Hill” di Francesco Filippi. Offrono chiavi di lettura…
L’ignoranza a volte è inevitabile. Ogni innovazione ne crea una, dividendo i pochi che la maneggiano dagli altri. È stato così per l’intelligenza artificiale (IA) come per qualsiasi progresso scientifico. Fortuna che l’ignoranza la si può diradare, iniziando dal capirne la natura. E così, considerando il Natale alle porte, in questa breve lista di libri che consiglio di regalare c’è “Ignoranza, una storia globale”, dell’accademico britannico Peter Burke. La declina in contesti differenti come politica, commercio, conflitti, e alla fine fornisce strumenti per guardarla in maniera consapevole. Merce rara di questi tempi.
Restando alla consapevolezza, nella società digitale ai tempi di sovranismi e polarizzazioni, vale la pena leggere sia “Nexus. Breve storia delle reti di informazione dall’età della pietra all’IA” dello storico Yuval Noah Harari, sia “Cinquecento anni di rabbia. Rivolte e mezzi di comunicazione da Gutenberg a Capitol Hill” di Francesco Filippi. Offrono chiavi di lettura sul perché siamo finiti in una situazione disperante. “La generazione ansiosa” di Jonathan Haidt è un saggio controverso ma che va letto: la diffusione di social network e smartphone, e il troppo controllo sull’infanzia, starebbero minacciando la sanità mentale dei più giovani.
“Sono normale? Due secoli di ricerca ossessiva della «norma»” tratta invece di dati, o meglio della loro raccolta riguardo la popolazione. Sarah Chaney, ricercatrice inglese, racconta la nascita e l’evoluzione a partire dalla rivoluzione scientifica dell’idea di “norma” e “normalità”. Sempre sul potere dei dati, ma stavolta guardando alle IA, “Tutti i mondi che vedo” di Fei-Fei Li, vi farà capire come mai la nascita e l’evoluzione delle grandi banche dati sia tanto importante nel tentativo di riprodurre con i computer le funzioni della nostra mente. Li è una delle “madri” della visione artificiale e il suo saggio è anche un racconto personale di cosa significa essere un’immigrata negli Stati Uniti. Aggiungerei anche “Teoria letteraria per robot” Dennis Yi Tenen, perché è pieno di aneddoti ed è ben scritto.