Nubi sul Pil 2018: la crescita a passo più lento è un problema per il Def
Roberto Petrini, di ROBERTO PETRINIA maggio in arrivo i primi dati sull'anno in corso, ma i primi segnali suggeriscono una flessione rispetto al 2017. Un rallentamento che complica la strada per la stesura del Documento di Economia e Finanza
Speriamo che non siano “nubi oscure” come quelle che scorge Christine Lagarde da Hong Kong pochi giorni prima dell’apertura degli Spring Meetings dell’Fmi. Ma il 2018, come avevano già annunciato gli osservatori più attenti, non sarà come il 2017. In particolare per l’Italia, alla ricerca di una soluzione per il suo governo, comincia a diventare più difficile centrare i target della vecchia nota di aggiornamento al Def dell’autunno scorso che puntava ad una crescita dell’1,5 per cento. Basta guardare ai primi due mesi dell’anno e all’andamento della produzione industriale, entrambi sono stati negativi (rispettivamente -1,8 per cento e meno 0,5 per cento) e siccome un buon quarto di Pil dipende da quello che fa l’industria, si guarda con una certa apprensione al dato del primo trimestre che l’Istat diffonderà all’inizio di maggio. Alcuni centri studi, come il Ref, già si sp…
Speriamo che non siano “nubi oscure” come quelle che scorge Christine Lagarde da Hong Kong pochi giorni prima dell’apertura degli Spring Meetings dell’Fmi. Ma il 2018, come avevano già annunciato gli osservatori più attenti, non sarà come il 2017. In particolare per l’Italia, alla ricerca di una soluzione per il suo governo, comincia a diventare più difficile centrare i target della vecchia nota di aggiornamento al Def dell’autunno scorso che puntava ad una crescita dell’1,5 per cento. Basta guardare ai primi due mesi dell’anno e all’andamento della produzione industriale, entrambi sono stati negativi (rispettivamente -1,8 per cento e meno 0,5 per cento) e siccome un buon quarto di Pil dipende da quello che fa l’industria, si guarda con una certa apprensione al dato del primo trimestre che l’Istat diffonderà all’inizio di maggio. Alcuni centri studi, come il Ref, già si spingono ad una valutazione di una crescita limitata allo 0,1 per cento contro lo 0,3 dell’ultimo trimestre del 2017: secondo le prime stime del Ref di Fedele De Novellis la media del 2018 si avvierebbe a scendere dall’1,4 all’1,2 per cento.
Naturalmente questo è un problema per il Def. Come è noto entro aprile, se non ci sarà un nuovo governo, il vecchio esecutivo presenterà un Documento di economia e finanza “tendenziale”, cioè senza scelte politiche e limitato ad una fotografia della realtà. Tuttavia se la realtà cambia velocemente, anche un Def “tendenziale” si espone parzialmente a scelte politiche e di valutazione degli aggregati macroeconomici. Di quanto scende il Pil visti i dazi internazionali? Quanto dobbiamo mettere in cascina per la eventuale manovra-bis? Quanto stimiamo i tassi? Scelte tecniche, ma anche con venature politiche. E il quadro sta cambiando a livello internazionale (anche la Francia ha dato segnali di rallentamento della produzione industriale nel primo bimestre), su deficit e debito con la sorpresa Eurostat per il 2017, e ora con il Pil.
Naturalmente questo è un problema per il Def. Come è noto entro aprile, se non ci sarà un nuovo governo, il vecchio esecutivo presenterà un Documento di economia e finanza “tendenziale”, cioè senza scelte politiche e limitato ad una fotografia della realtà. Tuttavia se la realtà cambia velocemente, anche un Def “tendenziale” si espone parzialmente a scelte politiche e di valutazione degli aggregati macroeconomici. Di quanto scende il Pil visti i dazi internazionali? Quanto dobbiamo mettere in cascina per la eventuale manovra-bis? Quanto stimiamo i tassi? Scelte tecniche, ma anche con venature politiche. E il quadro sta cambiando a livello internazionale (anche la Francia ha dato segnali di rallentamento della produzione industriale nel primo bimestre), su deficit e debito con la sorpresa Eurostat per il 2017, e ora con il Pil.